Papa Francesco modifica il Calendario Romano Generale per la memoria di alcuni Santi

La decisione riguarda i Dottori della Chiesa Gregorio di Narek, Giovanni d'Avila, Ildegarda di Bingen ed i Santi Marta, Maria e Lazzaro

Santa Ildegarda di Bingen
Foto: pubblico dominio
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Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione del Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti a iscrivere nel Calendario Romano Generale le celebrazioni dei santi Dottori della Chiesa Gregorio di Narek, Giovanni De Avila e Ildegarda di Bingen. Le loro feste saranno celebrate nella Chiesa universale rispettivamente il 27 febbraio, il 10 maggio e il 17 settembre.

Gregorio di Narek è stato proclamato dottore della Chiesa da Papa Francesco nel 2015. Giovanni d’Avila e Ildegarda di Bingen da Benedetto XVI nel 2012.

“La santità – scrive nel decreto il Cardinale Prefetto Robert Sarah – si coniuga con la conoscenza, che è esperienza, del mistero di Gesù Cristo, indissolubilmente congiunto al mistero della Chiesa. Questo legame tra santità e intelligenza delle cose divine ed insieme umane, rifulge in modo del tutto particolare in coloro che sono stati ornati del titolo di dottore della Chiesa”. La loro sapienza “non riguarda soltanto loro, poiché divenendo discepoli della divina Sapienza sono diventati a loro volta maestri di sapienza per l’intera comunità ecclesiale”.

Contestualmente Papa Francesco ha assunto analoga decisione per i santi Marta, Maria e Lazzaro.

“La tradizionale incertezza della Chiesa latina – spiega nel decreto il Cardinale Sarah – circa l’identità di Maria che decise l’iscrizione della sola Marta il 29 luglio nel Calendario Romano, ha trovato soluzione in studi e tempi recenti, come attestato dall’odierno Martirologio Romano che commemora in quello stesso giorno anche Maria e Lazzaro. Inoltre, in alcuni Calendari particolari i tre fratelli sono celebrati insieme in tale giorno”. Sottolineando la loro importante testimonianza evangelica il Papa ha disposto che il 29 luglio figuri nel Calendario Romano Generale la memoria dei santi Marta, Maria e Lazzaro.

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