Papa Francesco, nella cultura della solidarietà, la costruzione della fraternità

Incontrando i membri dell’Associazione Cornelia de Lange, Papa Francesco chiede loro di essere “testimoni di bontà e tenerezza”

Papa Francesco con i membri dell'Associazione de Lange, Palazzo Apostolico Vaticano, 14 maggio 2022
Foto: Vatican Media
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Diagnosticata per la prima volta nel 1933 da Cornelia de Lange, la sindrome che prende il nome dalla sua scopritrice è una sindrome malformativa che porta a scarsa crescita pre-natale e post –natale, peluria in eccesso, mani e piedi piccoli. L’associazione che prende il nome dalla sindrome è nata nel 1997, e mette in rete circa 130 famiglie con figli affetti dalla sindrome, impegnandosi nella formazione e nel sostegno ai genitori. Sono andati oggi in visita da Papa Francesco, per festeggiare i 25 anni dalla nascita.

Papa Francesco, ricevendoli, sottolinea che “questa rara malattia genetica è causa di disagio e grosse difficoltà sia per i soggetti che ne sono affetti sia per i loro familiari”. E proprio ai famigliari si rivolge il Papa, li incoraggia “a non lasciarsi abbattere dagli ostacoli che incontrano nel cammino”, mostra apprezzamento per i volontari, anche perché il lavoro dell’associazione è basato quasi esclusivamente sul volontariato.

“La cultura della solidarietà – dice Papa Francesco - esprime concretamente la partecipazione alla costruzione di una società fraterna, al cui centro vi è la persona umana”.

Il Papa aggiunge che “nel volontariato è coinvolta la dimensione fondamentale dell’immagine cristiana di Dio e dell’uomo: l’amore di Dio e l’amore del prossimo”. Papa Francesco ricorda che “Gesù, nel Vangelo, ci invita ad amare Dio con tutto il cuore e il prossimo come noi stessi”, e questa “è la carità di Dio che ci fa riconoscere nell’altro il fratello o la sorella da accogliere”.

“Proprio per questo – conclude Papa Francesco - voi volontari mentre svolgete un’opera assistenziale, contribuite a dare un volto più umano e cristiano alla nostra società. Siate testimoni di bontà e di tenerezza!”

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