Papa Francesco: no ai preti invasati, sì ai preti miti ed equilibrati

Papa Francesco pronuncia l'omelia della Messa concelebrata con i Missionari della Misericordia, Basilica Vaticana, 10 aprile 2018
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Cosa deve fare il sacerdote, per Papa Francesco? È chiamato a “lasciare il primato al Padre”. Ma – ammonisce il Papa - questo non significa “diventare preti invasati, quasi che si fosse depositari di qualche carisma straordinario”, ma piuttosto essere “preti normali, semplici, miti, equilibrati, docili alla forza, interiormente liberi”.

Papa Francesco delinea la figura del sacerdote normale e toccato dallo spirito nell’omelia della Messa concelebrata con i 550 missionari della Misericordia giunti a Roma per il loro secondo incontro annuale dopo il Giubileo Straordinario del 2016

Sono due le indicazioni di Papa Francesco per i missionari di misericordia, e la prima riguarda proprio il lasciare il primato al Padre, capire la logica "della grazia, della misericordia" per essere sacerdoti “capaci di lasciarsi costantemente rigenerare dallo Spirito” e per questo “interiormente liberi, anzitutto da se stessi, perché mossi dal vento dello Spirito che soffia dove vuole”.

La seconda indicazione è quella di essere “preti capaci nel deserto del mondo il segno della Salvezza”, ricordando che “il Signore morto e risorto è la forza che crea la comunione nella Chiesa e, tramite la Chiesa, nell’intera umanità”.

Papa Francesco ricorda quindi la comunione degli Apostoli descritta negli Atti, che era anche condivisione dei beni, secondo uno “stile di vita che era contagioso verso l’esterno”, perché “la presenza viva del Signore Risorto produce una forza di attrazione, che attraverso la testimonianza della Chiesa e attraverso le diverse forme di annuncio della buona Notizia, tende a raggiungere tutti, nessuno escluso”.

È un dinamismo che i missionari della Misericordia mettono al servizio del loro ministero specifico, perché “sia la Chiesa che il mondo di oggi hanno particolarmente bisogno della misericordia, perché l’unità voluta da Dio in Cristo prevalga sull’azione negativa del maligno”, che approfitta di mezzi “in sé buoni, ma che, usati male, invece di unire, dividono”.

Riprendendo uno dei quattro pilastri dell’esortazione Evangelii Gaudium, Papa Francesco mette in luce che, sì, l’unità è superiore al conflitto, ma che “senza la Misericordia questo principio non ha la forza di attuarsi del concreto della vita e della storia.

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