Papa Francesco, per una università "cattolica" significa un surplus di esemplarità

L'udienza del Papa Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA) in occasione dell’80° anniversario di fondazione

Papa Francesco con gli studenti della LUMSA
Foto: Daniel Ibanez / Aci Group
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“L’Europa è stata la culla delle università, ma deve ritrovarne il senso”. Papa Francesco lo ha detto ricevendo in udienza ai docenti e studenti della Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA) in occasione dell’80° anniversario di fondazione.

Papa Francesco ha voluto ricordare le origini della università che “nacque per rispondere a una necessità che era allora, ed è tuttora, impellente, cioè quella di formare educatori e in particolare educatrici, aprendo il mondo dell’alta formazione alle donne”.

Poi con le parole di Paolo VI e John Henry Newman, “due Pastori che hanno vissuto l’Università”.

Una parola “università” che , ha detto il Papa “designa una comunità, ma anche un’idea di convergenza di saperi, in una ricerca che fornisca verità e senso al dialogo tra tutti gli uomini e le donne del mondo. È un compito alto, di cui essere consapevoli e di cui essere degni”.

Un impegno che è cattolico nel senso di “un surplus di esemplarità”.

Le indicazioni del Papa sono un invito ad una “responsabilità di coerenza, ovvero di fedeltà e di comunità”. E poi una “responsabilità culturale e direi missionaria davanti al mondo” alla ricerca di Verità, libertà, bene.

C’è poi una responsabilità sociale dell’Università, e infine una responsabilità interuniversitaria. L’invito del Papa è che La LUMSA “continui a lavorare nel sistema universitario a tutti i livelli e in particolare con le università cattoliche affinché si crei un clima fruttuoso di cooperazione, di scambio e di mutuo aiuto nel costruire progetti didattici e di ricerca innovativi, orientati a quella carità intellettuale che non fa sconti alla verità e che non si accontenta di mediocrità”.

Occorre per il Papa “sentire la sana ambizione di aggiungere qualcosa di originale, che sia anche concreto e utile. Voi giovani, non abbiate timore di essere esigenti con i vostri docenti, che per essere maestri devono essere anche testimoni. E voi, docenti, non temete di essere esigenti con i vostri studenti, perché esprimano il meglio di sé”.

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