Papa Francesco, preghiera per i lavoratori in Madagascar, ”lavorate per un mondo migliore”

Lavoro dignitoso per tutti, giusto salario, no all’occupazione infantile: i temi della preghiera di Papa Francesco per i lavoratori ad Akamasoa

Il cantiere di Mahatazana in attesa di Papa Francesco, che ha pregato per i lavoratori, Antananarivo, 8 settembre 2019
Foto: Edward Pentin / ACI Group
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Una preghiera perché ci sia un lavoro dignitoso per tutti, perché i bambini non siano costretti a lavorare, perché sparisca la disoccupazione e perché i dirigenti e funzionari si impegni a garantire “un salario dignitoso e condizioni rispettose della loro dignità di persone umane” e perché i lavoratori sappiano far valere i loro diritti in modo costruttivo. Dopo la visita nella città dell’amicizia di Akamasoa, Papa Francesco va nel cantiere di Mahatazana, gestito dalla stessa città, davanti ad una statua del Sacro Cuore di Gesù che campeggia sul cantiere dal 2008.

Il cantiere è uno dei capolavori di padre Pedro Opeka, missionario argentino candidato al Premio Nobel per la pace, che è stato formato a Lubiana e nella ex Jugoslavia e dal 1970 è in Madagascar. Lì, nel 1989, ha fondato Akamasoa, la città dell’amicizia, con 25 mila persone che vivevano in una discarica, creando posti di lavoro per tutti e scuole che educano 13 mila bambini. Il cantiere è parte di questo progetto, un ulteriore modo di creare lavoro.

È qui che Papa Francesco va dopo al termine dell’incontro nella cittadina, per una simbolica preghiera per i lavoratori.

Prima, c’è il saluto di una delle operaie, Hanitra Nirina Madeleine Rasoananahary, 29 anni, la quale sottolinea come “il nostro stipendio è poca cosa”, ma che è importante lavorare e che spera ci sarà “più giustizia” e ringrazia Papa Francesco per difendere i diritti dei lavoratori di tutto il mondo.

Comincia Papa Francesco: “Dio nostro Padre, creatore del cielo e della terra, ti ringraziamo di averci riuniti come fratelli in questo luogo, di fronte a questa roccia spezzata dal lavoro dell’uomo: noi ti preghiamo per tutti i lavoratori”.

Il Papa prega per i lavoratori che lavorano “con le loro mani e con enorme sforzo fisico”, perché il loro corpo sia preservato dal logorio e perché abbiamo sempre “la tenerezza e la capacità di accarezzare i loro figli e giocare con loro”.

Papa Francesco prega poi che “il frutto del lavoro permetta di assicurare una vita dignitosa alle nostre famiglie”, e perché le famiglie “sappiano che la gioia di guadagnare il pane è perfetta quando questo pane è condiviso”.
Papa Francesco chiede poi che “i nostri bambini non siano costretti a lavorare, possano andare a scuola e proseguire i loro studi, e i loro professori consacrino tempo a questo compito, senza aver bisogno di altre attività per la sussistenza quotidiana”.

Quindi, Papa Francesco prega Dio di “toccare il cuore di imprenditori e dirigenti”, perché assicurino “un salario dignitoso e condizioni rispettose della loro dignità di persone umane”, e di prendersi cura di “coloro che sono senza lavoro” di fare sì che la disoccupazione, “causa di tante miserie, sparisca dalla nostra società”.

Papa Francesco prega anche che ci sia un “vero spirito di solidarietà tra i lavoratori”, che sappiano essi “essere attenti gli uni agli altri, incoraggiarsi a vicenda, sostenere chi è sfinito, rialzare chi è caduto”, e perché “il loro cuore non ceda mai all’odio, al rancore, all’amarezza davanti all’ingiustizia”, ma conservino “viva la speranza di vedere un mondo migliore e lavorare per esso”.

Papa Francesco invita i lavoratori a far valere i loro diritti “in modo costruttivo”, perché “le loro voci e il loro grido siano ascoltati”, e affida a San Giuseppe, patrono dei lavoratori, tutti i lavoratori del Madagascar, “specialmente quelli che conducono una vita precaria e difficile”.

Come detto, il cantiere è gestito da Akamasoa. È un cantiere che si apre su una cava per l’estrazione delle pietre, e vi lavorano circa 700 persone. Il monumento al Sacro Cuore di Gesù pesa 600 chili, ed è stato inaugurato dall’arcivescovo Odon Marie Arsene Razanakolona di Antananarivo l’1 maggio 2008, nel giorno della festa dei lavoratori.

Tra le altre attività della città dell’amicizia, un laboratorio di falegnameria per la costruzione di banchi e sedie per alcune scuole della capitale del Madagascar, ma anche porte, finestre e scale che sono utilizzate nella città dell’amicizia o vendute. Nel 2018, sono stati realizzati 1300 tavoli e 120 letti da 32 giovani che hanno ricevuto nella città formazione professionale.

L’idea principale di Akamasoa è quella di dare alle persone tetto, lavoro e istruzione, costruendo strutture – scuole, luoghi di lavoro, dispensari – all’interno dei quali gli stessi poveri possano costruire la loro vita e preparare il futuro dei propri figli.

Al momento, Akamasoa ha aiutato 500 mila malgasci, costruendo 3000 case, e ogni villaggio comprende scuole, dispensario e luoghi di lavoro. Dal 2004, la associazione è riconosciuta dallo Stato come di pubblica utilità.

 

Ti potrebbe interessare