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Papa Francesco promulga una nuova legge Fondamentale dello Stato vaticano

La "costituzione" dello Stato della Città del Vaticano del 1929 era stata rivista nel 2000 da Giovanni Paolo II
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Si tratta di un adeguamento alle nuove norme giuridiche e leggi promulgate dal 2000 ad oggi. In estrema sintesi questa è la nuova Legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, pubblicato oggi e che sarà in vigore dal prossimo 7 giugno.

Papa Francesco l'ha firmata il 13 maggio, oggi, ed è stata pubblicata senza conferenza per la stampa specializzata, ma solo con alcuni testi preconfezionati. Come successo anche per la riforma della Curia.

Ma cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Intanto cosa è la Legge Fondamentale? E' di fatto la "costituzione" dello Stato Vaticano nato nel 1929 dopo i Patti Lateranensi. Come spiegato nei primi articoli del testo del 2023: "Lo Stato della Città del Vaticano assicura l’assoluta e visibile indipendenza della Santa Sede per l’adempimento della Sua alta missione nel mondo e ne garantisce l’indiscutibile sovranità anche nel campo internazionale". Ribadita dunque la sovranità che tutela la indipendenza.

Cambiano in modo sostanziale due parti: quella giudiziaria e quelle economica.

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Il testo descrive la struttura del Governo dello Stato e nell'articolo 21 riceve tutte le novità sul nuovo ordinamento penale. La Funzione giudiziaria viene descritta secondo criteri più "laici".

Nella composizione della Pontificia Commissione, che ha funzione legislativa, entrano anche "altri membri" oltre i cardinali.

Negli articoli 13 e seguenti c'è una definizione più dettagliata della questione dei bilanci, anche questa una ricezione delle diverse normative approvate negli ultimi anni. E sarà il Governatorato dunque a provvedere alla "legge finanziaria".

Il Governatorato con il suo presidente ha sempre più potere e sembra invece perderne un po' la Segreteria di Stato che di fatto esce dalla collaborazione con la funzione legislativa.

Il Governatorato poi partecipa alle Istituzioni internazionali delle quali la Santa Sede è membro in nome e per conto dello stato.

Da notare anche  cambiamento della terminologia. Solo il Papa ha “poteri”, mentre gli altri organi dello Stato esercitano “funzioni”.

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Solo la Commissione potrà interpretare autenticamente le leggi dello Stato, assistita dai consiglieri dello Stato che formano un apposito Collegio, presieduto dal consigliere generale dello Stato.

Il presidente del Governatorato avrà un ruolo anche di controllo e collegamento diretto con il Santo Padre.