Papa Francesco: "Promuovere la cultura della gratuità e del dono"

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez CNA
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"Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date". E' il tema centrale del Messaggio di Papa Francesco, in occasione della 27/ma Giornata Mondiale del Malato che ricorre l’11 febbraio.

"La cura dei malati - ha scritto il Papa - ha bisogno di professionalità e di tenerezza, di gesti gratuiti, immediati e semplici come la carezza, attraverso i quali si fa sentire all’altro che è caro. La vita è dono di Dio, eproprio perché è dono, l’esistenza non può essere considerata un mero possesso o una proprietà privata, soprattutto di fronte alle conquiste della medicina e della biotecnologia che potrebbero indurre l’uomo a cedere alla tentazione della manipolazione dell’albero della vita".

Francesco punta ancora una volta il dito contro la "cultura dello scarto e dell’indifferenza", ribadendo che "il dono va posto come il paradigma in grado di sfidare l’individualismo e la frammentazione sociale contemporanea, per muovere nuovi legami e varie forme di cooperazione umana tra popoli e culture".

Secondo il Pontefice il dono non è un semplice regalo, poichè presuppone "riconoscimento reciproco, che è il carattere indispensabile del legame sociale. Nel dono c’è il riflesso dell’amore di Dio, che culmina nell’incarnazione del Figlio Gesù e nella effusione dello Spirito Santo".

L'uomo è "povero, bisognoso e indigente. Il leale riconoscimento di questa verità ci invita a rimanere umili e a praticare con coraggio la solidarietà, come virtù indispensabile all’esistenza. Questa consapevolezza ci spinge a una prassi responsabile e responsabilizzante, in vista di un bene che è inscindibilmente personale e comune".

Nel 2019 la Giornata Mondiale del Malato si celebra in India. E il Papa ricorda Santa Madre Teresa di Calcutta, "modello di carità che ha reso visibile l’amore di Dio per i poveri e i malati. Santa Madre Teresa ci aiuta a capire che l’unico criterio di azione dev’essere l’amore gratuito verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, etnia o religione. Il suo esempio continua a guidarci nell’aprire orizzonti di gioia e di speranza per l’umanità bisognosa di comprensione e di tenerezza, soprattutto per quanti soffrono".

Francesco ripete che "la gratuità umana è il lievito dell’azione dei volontari che tanta importanza hanno nel settore socio-sanitario e che vivono in modo eloquente la spiritualità del Buon Samaritano. Il volontario è un amico disinteressato a cui si possono confidare pensieri ed emozioni; attraverso l’ascolto egli crea le condizioni per cui il malato, da passivo oggetto di cure, diventa soggetto attivo e protagonista di un rapporto di reciprocità, capace di recuperare la speranza, meglio disposto ad accettare le terapie. Il volontariato comunica valori, comportamenti e stili di vita che hanno al centro il fermento del donare".

Le strutture sanitarie cattoliche - conclude il Papa - siano aperte alla gratuità "perché è la logica evangelica a qualificare il loro operare. Sono chiamate ad esprimere il senso del dono, della gratuità e della solidarietà, in risposta alla logica del profitto ad ogni costo, del dare per ottenere, dello sfruttamento che non guarda alle persone. Vi esorto tutti, a vari livelli, a promuovere la cultura della gratuità e del dono, indispensabile per superare la cultura del profitto e dello scarto. Le istituzioni sanitarie cattoliche non dovrebbero cadere nell’aziendalismo, ma salvaguardare la cura della persona più che il guadagno".

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