Papa Francesco racconta il Natale di Gesù, l’evento da cui non può prescindere la storia

Papa Francesco nella catechesi odierna incentra la sua meditazione sul Natale ormai prossimo

Papa Francesco, udienza generale
Foto: Vatican Media / ACI group
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Papa Francesco nella catechesi odierna incentra la sua meditazione sul Natale ormai prossimo. Dall'Aula Paolo VI Il Pontefice parla ai fedeli dell’evento da cui non può prescindere la storia: la nascita di Gesù.

"Maria è costretta a partorire in una stalla - ripercorre la storia Papa Francesco - Pensiamo: al Creatore dell’universo non fu concesso un posto per nascere! Fu un angelo ad annunciare la nascita di Gesù, e lo fece a degli umili pastori. E fu una stella che indicò ai Magi la strada per raggiungere Betlemme. L’angelo è un messaggero di Dio. La stella ricorda che Dio creò la luce".

Continua ancora il Pontefice: "I pastori personificano i poveri d’Israele, persone umili che interiormente vivono con la consapevolezza della propria mancanza, e proprio per questo confidano più degli altri in Dio. Sono loro a vedere per primi il Figlio di Dio fattosi uomo, e questo incontro li cambia profondamente".

"Intorno a Gesù bambino ci sono anche i Magi - sottolinea il Papa continuando a raccontare il Natale - I Vangeli non ci dicono che fossero dei re, né il numero, né i loro nomi. Con certezza si sa solo che da un paese lontano dell’Oriente (si può pensare alla Persia, a Babilonia o all’Arabia del sud) si sono messi in viaggio alla ricerca del Re dei Giudei, che nel loro cuore identificano con Dio, perché dicono di volerlo adorare. I Magi rappresentano i popoli pagani, in particolare tutti coloro che lungo i secoli cercan Dio e si mettono in cammino per trovarlo. Rappresentano anche i ricchi e i potenti, ma solo quelli che non sono schiavi del possesso, che non sono “posseduti” dalle cose che credono di possedere".

Per il Papa "il messaggio dei Vangeli è chiaro: la nascita di Gesù è un evento universale che riguarda tutti gli uomini".

"Cari fratelli e care sorelle, solo l’umiltà è la via che ci conduce a Dio e, allo stesso tempo, proprio perché ci conduce a Lui, ci porta anche all’essenziale della vita, al suo significato più vero, al motivo più affidabile per cui la vita vale la pena di essere vissuta", commenta Papa Francesco.

"Cari fratelli e sorelle, vorrei invitare tutti gli uomini e le donne nella grotta di Betlemme ad adorare il Figlio di Dio fatto uomo - dice il Papa - In prima fila desidero mettere i poveri. Poi vorrei accompagnare a Betlemme, come fece la stella con i Magi, tutti coloro che non hanno un’inquietudine religiosa, che non si pongono il problema di Dio, o addirittura combattono l religione, tutti quelli che impropriamente sono denominati atei".

Termina la sua catechesi il Papa: "È questo il motivo della nostra gioia: sapere che siamo stati amati senza nessun merito, siamo sempre preceduti da Dio nell’amore, un amore così concreto che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Questo amore ha un nome e un volto: Gesù è il nome e il volto dell’amore che sta a fondamento della nostra gioia".

"Oltre a scambiarvi gli auguri, vorrei che ci sia la consapevolezza che Dio viene per me, la consapevolezza che per cercare Dio ci vuole umiltà, guardare con umiltà noi stessi, guardare Gesù, guardare Dio che viene da noi che tocca il cuore con quell'inquietudine che ti porta alla speranza, buon Santo Natale!", conclude a braccio Papa Francesco.

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