Papa Francesco: "Ragazzi, non credete alle parole di odio e terrore"

Papa Francesco in piazza San Pietro
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Un messaggio per invitare tutti i ragazzi ad essere “protagonisti dell’Anno della Misericordia”, con uno sguardo particolare a quanti vivono “in situazioni di guerra” e di difficoltà e l’appello a “costruire amicizie nuove”, senza credere alle “parole di odio e di terrore”. Papa Francesco si rivolge ai ragazzi in occasione del loro speciale Giubileo, che si terrà dal 23 al 25 aprile.

Tema del Giubileo dei Ragazzi e delle Ragazze è “Crescere misericordiosi come il Padre”. È un Giubileo particolare, rivolto ai ragazzi dai 13 ai 16 anni (perché i giovani, in senso generale, avranno il grande appuntamento della Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia). Il Giubileo dei Ragazzi avrà quattro momenti: il pellegrinaggio della Misericordia; la festa allo stadio Olimpico; la Messa in piazza San Pietro; e le visite alla città di Roma, unite alla narrazione di esperienze di misericordia.

Ai ragazzi, il Papa ricorda che “il Giubileo è un intero anno in cui ogni momento viene detto santo affinché diventi santa tutta la nostra esistenza.” E’ “la festa in cui Gesù invita proprio tutti, senza distinzioni e senza escludere nessuno”. Riferendosi al tema del Giubileo, Papa Francesco spiega che “crescere misericordiosi significa imparare a essere coraggiosi nell’amore concreto e disinteressato, significa diventare grandi tanto nel fisico, quanto nell’intimo”.

“Voi – afferma Papa Francesco - vi state preparando a diventare dei cristiani capaci di scelte e gesti coraggiosi, in grado di costruire ogni giorno, anche nelle piccole cose, un mondo di pace”. Il Papa manda il suo particolare pensiero a “ragazzi e ragazze che vivete in contesti di Guerra, di estrema povertà, di fatica quotidiana, di abbadono”, chiede loro di “non perdere la speranza”, e ricorda che “i vostri amici coetanei che vivono in condizioni meno drammatiche della vostra, si ricordano di voi e si impegnano perché la pace e la giustizia possano appartenere a tutti”.

Da qui l’appello di Papa Francesco: “Non credete alle parole di odio e di terrore che vengono spesso ripetute; costruite invece amicizie nuove. Offrite il vostro tempo, preoccupatevi sempre di chi vi chiede aiuto. Siate coraggiosi e controcorrente, siate amici di Gesù, che è il Principe della pace (cfr Is 9,6), «tutto in Lui parla di misericordia. Nulla in Lui è privo di compassione» (Misericordiae Vultus, 8)”.

Papa Francesco invita tutti, aspetta i giovani numerosi, chiede loro di preparare “cuore e mente” invece di preparare solamente “zaini e striscioni”, di meditare “i desideri che consegnerete a Gesù nel Sacramento della Riconciliazione e nell’Eucaristia che celebreremo insieme”.

I giovani attraverseranno la Porta Santa dopo la Confessione, al termine di un breve pellegrinaggio, e il Papa ricorda loro: “Quando attraverserete la Porta Santa, ricordate che vi impegnate a rendere santa la vostra vita, a nutrirvi del Vangelo e dell’Eucaristia, che sono la Parola e il Pane della vita, per poter costruire un mondo più giusto e fraterno”.

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