Papa Francesco ribadisce: “La guerra è un sacrilegio”

Nell’introduzione al libro “Contro la guerra. Il coraggio di costruire la pace”, Papa Francesco ribadisce la sua condanna alla guerra, con uno sguardo speciale sull’Ucraina

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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“La guerra è un sacrilegio”. Lo ribadisce, ancora una volta, Papa Francesco nell’introduzione, inedita, al libro “Contro la guerra. Il coraggio di costruire la pace” (LEV / Solferino), che raccoglie le parole del Papa su pace e disarmo.

Nell’introduzione, Papa Francesco riprende alcuni dei temi chiave sul suo insegnamento su pace e disarmo, ma soprattutto guarda all’Ucraina, “aggredita e invasa”, in un conflitto che colpisce “tanti civili innocenti, tante donne, tanti bambini, tanti anziani, costretti a vivere nei rifugi scavati nel ventre della terra per sfuggire alle bombe, con famiglie che si dividono perché i mariti, i padri, i nonni rimangono a combattere, mentre le mogli, le madri e le nonne cercano rifugio dopo lunghi viaggi della speranza e varcano il confine cercando accoglienza presso altri Paesi che li ricevono con grandezza di cuore”.

Il Papa chiede ancora di fermarsi, sottolinea che “la guerra non è la soluzione, la guerra è una pazzia, la guerra è un mostro, la guerra è un cancro che si alimenta fagocitando tutto”, anzi – conclude il Papa – “la guerra è un sacrilegio, che fa scempio di ciò che è più prezioso sulla nostra terra, la vita umana, l’innocenza dei più piccoli, la bellezza del creato”.

Papa Francesco ripercorre i moniti di Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, definisce “quella cui stiamo assistendo” come “l’ennesima barbarie”, frutto anche di una memoria corta, perché “se avessimo memoria, ricorderemmo che cosa i nostri nonni e i nostri genitori ci hanno raccontato, e avvertiremmo il bisogno di pace così come i nostri polmoni hanno bisogno d’ossigeno”.

Scrive Papa Francesco: “La guerra stravolge tutto, è follia pura, il suo unico obiettivo è la distruzione ed essa si sviluppa e cresce proprio attraverso la distruzione e se avessimo memoria, non spenderemmo decine, centinaia di miliardi per il riarmo, per dotarci di armamenti sempre più sofisticati, per accrescere il mercato e il traffico delle armi che finiscono per uccidere bambini, donne, vecchi”.

Un mercato, dice Papa Francesco, di 1981 miliardi di dollari l’anno, con un aumento del 2,6 per cento nel secondo anno di pandemia.

Papa Francesco sottolinea che “la guerra, prima che arrivi al fronte, va fermata nei cuori” e che “l’odio, prima che sia troppo tardi, va estirpato dai cuori”. Per farlo – rimarca - “c’è bisogno di dialogo, di negoziato, di ascolto, di capacità e di creatività diplomatica, di politica lungimirante capace di costruire un nuovo sistema di convivenza che non sia più basato sulle armi, sulla potenza delle armi, sulla deterrenza”.

Per Papa Francesco, “ogni guerra rappresenta non soltanto una sconfitta della politica ma anche una resa vergognosa di fronte alle forze del male”. Il Papa ricorda che da Nagasaki ha detto che l’uso dell’energia atomica per fini bellici è “immorale, come allo stesso modo è immorale il possesso delle armi atomiche”, eppure c’è lo spettro di una guerra nucleare in Europa, e così “passo dopo passo, ci avviamo verso la catastrofe” e “pezzo dopo pezzo il mondo rischia di diventare il teatro di un’unica Terza guerra mondiale”.

Papa Francesco chiede di ribadire con forza che questo percorso verso la guerra “non è ineluttabile”. E denuncia “la cupidigia, l’intolleranza, l’ambizione di potere, la violenza” come “motivi che spingono avanti la decisione bellica”, giustificati spesso da “un’ideologia bellica che dimentica l’incommensurabile dignità della vita umana, di ogni vita umana, e il rispetto e la cura che le dobbiamo”.

Papa Francesco sottolinea che è “difficile sperare di fronte alle immagini di morte che arrivano dall’Ucraina”, eppure sono in milioni, anche giovani, che aspirano alla pace, e dunque “è pensando innanzitutto a loro, ai giovani, e ai bambini, che dobbiamo ripetere insieme: mai più la guerra. E insieme impegnarci a costruire un mondo che sia più pacifico perché più giusto, dove a trionfare sia la pace, non la follia della guerra; la giustizia e non l’ingiustizia della guerra; il perdono reciproco e non l’odio che divide e che ci fa vedere nell’altro, nel diverso da noi, un nemico”.

Papa Francesco riprende don Tonino Bello, che diceva che le guerre “trovano radici nella dissolvenza del volto” e riprende la sua proposta nell’enciclica Fratelli Tutti – in realtà, già di Paolo VI - “di usare il denaro che si impiega nelle armi e in altre spese militari per costituire un Fondo mondiale destinato a eliminare finalmente la fame e a favorire lo sviluppo dei Paesi più poveri, così che i loro abitanti non ricorrano a soluzioni violente o ingannevoli e non siano costretti ad abbandonare i loro Paesi per cercare una vita più dignitosa”.

Perché – conclude Papa Francesco – “la guerra va fermata, perché le guerre vanno fermate e si fermeranno soltanto se noi smetteremo di alimentarle”.

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