Papa Francesco ricorda la Polonia e prega per chi è in cielo

Il Papa all' Udienza Generale
Foto: Bohumil Petrik/CNA
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Come sempre al ritorno di un viaggio il Papa ha ripercorso le tappe fondamentali delle visita in Polonia nella prima udienza di agosto, la prima dopo la pausa del mese di luglio.

In un’ aula Paolo VI affollatissima il Papa a voluto ringraziare i giovani volontari della GMG  “che durante più di un anno hanno lavorato per portare avanti questo; e anche i media, quelli che lavorano nei media: grazie tante per aver fatto sì che questa Giornata si vedesse in tutto il mondo. E qui non posso dimenticare Anna Maria Jacobini … una giornalista italiana che ha perso la vita lì, improvvisamente. Preghiamo anche per lei, lei se n’è andata in atto di servizio. Grazie!”.

E il pensiero del Papa è andato a Susanna:  “Un ricordo pieno di affetto va a Susanna, la ragazza romana di questa Diocesi che è deceduta subito dopo aver partecipato alla Gmg, a Vienna. Il Signore, che certamente l’ha accolta in Cielo, conforti i suoi familiari ed amici”.

Francesco ha ricordato anche la breve visita che farà domani ad Assisi, per il Perdono, che liturgicamente si è celebrato ieri.

Ripercorrendo il viaggio in Polonia il Papa ha sottolineato come a 25 anni dalla prima GMG in Polonia oggi la “nuova generazione di giovani, eredi e continuatori del pellegrinaggio iniziato da san Giovanni Paolo II, hanno dato la risposta alla sfida dell’oggi, hanno dato il segno di speranza, e questo segno si chiama fraternità”.

Il Papa ha detto che si può parlare di “un mosaico di fraternità” e  “in questo loro grande incontro giubilare, i giovani del mondo hanno accolto il messaggio della Misericordia, per portarlo dappertutto nelle opere spirituali e corporali”.

Francesco ricorda in modo suggestivo la visita al Santuario di Chęstochova: “Davanti all’icona della Madonna, ho ricevuto il dono dello sguardo della Madre, che è in modo particolare Madre del popolo polacco, di quella nobile nazione che ha tanto sofferto e, con la forza della fede e la sua mano materna, si è sempre rialzata”, e in particolare “la Polonia oggi ricorda a tutta l’Europa che non può esserci futuro per il continente senza i suoi valori fondanti, i quali a loro volta hanno al centro la visione cristiana dell’uomo. Tra questi valori c’è la misericordia, di cui sono stati speciali apostoli due grandi figli della terra polacca: santa Faustina Kowalska e san Giovanni Paolo II”.

Forte i ricordo della visita Auschwitz-Birkenau: “anche questo Viaggio aveva l’orizzonte del mondo, un mondo chiamato a rispondere alla sfida di una guerra “a pezzi” che lo sta minacciando. E qui il grande silenzio della visita ad Auschwitz-Birkenau è stato più eloquente di ogni parola. In quel silenzio ho ascoltato, ho sentito la presenza di tutte le anime che sono passate di là; ho sentito la compassione, la misericordia di Dio, che alcune anime sante hanno saputo portare anche in quell’abisso”. Un richiamo alla responsabilità per oggi e domani , e ha detto il Papa “in questa memoria delle guerre e delle tante ferite, di tanti dolori vissuti, ci sono anche oggi tanti uomini e donne che soffrono le guerre: tanti nostri fratelli e sorelle. Guardando quella crudeltà, in quel campo di concentramento, ho pensato subito alle crudeltà di oggi che gli assomigliano; non così concentrata come in quel posto, ma dappertutto nel mondo: questo mondo che è malato di crudeltà, di dolore, di guerra, di odio, di tristezza. E per questo sempre vi chiedo lo preghiera: che il Signore ci dia la pace!”.

Un ultimo pensiero il Papa lo ha rivolto al cardinale Macharski scomparso ieri che Francesco aveva visitato durante il suo soggiorno in Polonia.

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