Papa Francesco si prepara all'incontro con Maduro

Un momento dell'incontro tra Papa Francesco e il vescovo Roberto Luckert - Città del Vaticano, 1 giugno 2015
Foto: ilsismografo.blogspot.com
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Il problema dei prigionieri politici e del modo in cui vengono trattati in Venezuela è stato affrontato da Papa Francesco con  il vescovo Roberto Lückert León, presidente della Commissione Episcopale dei Mezzi di Comunicazione Sociale del Venezuela, in un incontro privato che i due hanno avuto lunedì 1 giugno.

Papa Francesco si è preparato così all’incontro con il presidente Maduro, in programma il prossimo 7 giugno, all’indomani del viaggio del Papa a Sarajevo. Il vescovo Lückert León ha riferito dell’incontro ai media venezuelani, e assicurato che ha parlato al Papa della crisi carceraria e della violazione dei diritti umani dei prigionieri politici in Venezuela. Il vescovo ha anche annunciato al Papa la sua decisione di visitare i prigionieri politici, nonostante gli sia stato negato, forse per ordine di Iris Varela, ministro dei Servizi Penitenziari.”

Di questa situazione di “ingiustizia e violazione dei diritti umani,” il Santo Padre deve essere informato. Nello stesso giorno in cui il presule venezuelano incontrava Papa Francesco, l’agenzia “Fides” della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli ha reso noto che ci sono sei studenti venezuelani da due giorni in sciopero della fame in una chiesa di Caracas, capitale del Venezuela, con lo scopo di ottenere il rilascio dei compagni ancora in carcere.

Gli studenti hanno anche chiesto che sia definita la data per le elezioni legislative previste per questo anno e l'intervento della Chiesa cattolica come mediatrice, riferisce il direttore nazionale del movimento Juventud Activa Venezuela (JAVU), Jesus Gomez.

La Santa Sede era stata interpellata come possibile mediatore della crisi venezuelana già a marzo del 2014. Un intervento di mediazione auspicato da maggioranza e opposizione, cui la Santa Sede ha risposto accompagnando i dialoghi tra maggioranza e opposizione con una lettera personale di Papa Francesco, che esprimeva “preoccupazione per quanto sta accadendo” e chiedeva dialogo, e del Segretario di Stato, il Cardinale Pietro Parolin, che sottolineava di non poter essere presente al tavolo del dialogo, ma che avrebbe sicuramente preso parte personalmente al cammino iniziato.

La Santa Sede si è approcciata con prudenza alla situazione del Venezuela. La Chiesa del Paese, guidata dal Cardinal Urosa Savino, è sempre stata impegnata nel dialogo e nella pacificazione di un Paese che, dalla morte di Hugo Chavez, ha subito una escalation negativa in termini di pace sociale e una crisi economica senza precedenti.

Già quando il presidente Maduro andò in visita da Papa Francesco il 17 giugno 2013, la linea della Santa Sede era attendista. Già allora infuocava la battaglia tra i sostenitori del Presidente Maduro e i sostenitori del leader delle opposizioni Henrique Capriles, che contestava la correttezza dei risultati elettorali della consultazione presidenziale del 14 aprile 2013.

La situazione però è continuamente peggiorata, anche a causa del crollo del prezzo del petrolio, che è stata tra le cause di una crisi economica e sociale senza precedenti. Raccontano che in Venezuela i furti siano ormai all’ordine del giorno, mentre il governo di Maduro, di certo meno carismatico di Chavez, non riesce a tenere le redini della situazione e anche a livello internazionale viene accusato di corruzione.

Il tema della repressione dell’opposizione è un altro tema caldissimo. Un episodio su tutti: lo scorso febbraio, Kluiverth Roa, uno studente di 14 anni, è stato ucciso dalla Polizia Bolivariana mentre, appena uscito dalla scuola, partecipava in una manifestazione pacifica organizzata contro l`inflazione, la scarsità di beni di base e l’oppressione del governo. La versione del presidente Maduro è che il ragazzo si è trovato in mezzo alla reazione dei poliziotti ad alcune manifestazioni di protesta e violenza e ha condannato l’omicidio. Ma di certo questo omicidio ha scosso il Paese.

Papa Francesco è stato costantemente informato della situazione, così come il Segretario di Stato Pietro Parolin, che il Papa  ha riportato a Roma come suo primo collaboratore proprio dalla nunziatura di Caracas. Da vedere quali saranno i risultati dell’incontro con il presidente Maduro. E se la Santa Sede deciderà di essere un organismo super partes nel processo di mediazione, o attuerà le armi della prudenza, per evitare strumentalizzazioni dall’uno o dall’altro settore.

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