Papa Francesco all'udienza generale: "Ci sia condanna unanime degli atti di terrorismo"

Papa Francesco all'udienza generale, 23 marzo 2016
Foto: CTV
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Ha il "cuore addolorato" per gli attentati a Bruxelles" e chiede la conversione per coloro che sono "accecati dal fondamentalismo crudele". Il riferimento del Papa ai fatti di Bruxelles arriva al termine dei saluti, prima di rivolgersi ai pellegrini di lingua italiana. "Ci sia un’unanime condanna - è l'appello del Papa per "tutti gli uomini di buona volontà" - di questi crudeli abomini che stanno causando solo morte terrore e orrore. A tutti chiedo di perseverare nella preghiera e nel chiedere al Signore, in questa Settimana Santa, di confortare i cuori afflitti e di convertire il cuore di queste persone accecate dal fondamentalismo crudele".

E' stata una udienza tutta dedicata al Triduo Pasquale. Il Papa descrive il Giovedì Santo, e l’istituzione dell’Eucarestia. Il Venerdì Santo, la morte. Il Sabato Santo, il silenzio di Dio, da vivere guardando all’esempio della Madonna. E poi, fornisce l’esempio di una mistica “ecumenica” cui guardare: Giuliana di Norwich, santa per gli anglicani, beata per i cattolici, che ebbe le rivelazioni dell’Amore Divino. Papa Francesco dipana il triduo pasquale nell’udienza generale che precede i riti della Settimana Santa. Domani mattina, la Messa del Crisma. Domani sera, la celebrazione In Coena Domini nel CARA di Castelnuovo di Porto.

In una piazza San Pietro tagliata dal vento che gli fa saltare la papalina – la raccoglie l’arcivescovo Georg Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia – Papa Francesco tiene l’udienza generale in un clima non troppo teso, ma di certo con i controlli rafforzati dopo gli attentati di Bruxelles.

Dice il Papa: “Tutto in questi tre giorni parla di misericordia, perché rende visibile fino a dove più giunge l’amore di Dio”. Il Papa sottolinea che “l’amore di Dio non ha limiti: va fino alla fine senza fine. Dio si offre veramente tutto per ciascuno di noi e non si risparmia in nulla. Il mistero della Settimana Santa è una grande storia d’amore che non conosce ostacoli. È una grande storia d’amore con le sofferenze di tutta l’umanità. Insomma il triduo Pasquale è un dramma di amore che ci dona la certezza che non saremo mai abbandonati nella nostra vita”.

Il Papa ripercorre passo dopo passo le celebrazioni del triduo. L’Eucarestia istituita il Giovedì Santo “è l’amore che si fa servizio, è la presenza sublime di Cristo che desidera sfamare ogni uomo, soprattutto i più deboli, per renderli capaci di un cammino di testimonianza tra le difficoltà del mondo”.

La morte di Gesù del Venerdì Santo è “il momento culminante dell’amore. La morte di Gesù che sulla croce si abbandona al Padre esprime l’amore donato fino alla fine senza fine. Un amore che intende abbracciare tutti, nessuno escluso. Si estende ad ogni tempo e ad ogni luogo, una sorgente inesauribile di salvezza cui ognuno di noi peccatori può attingere”.

Quindi, il giorno del “Silenzio di Dio,” che avviene anche questo per amore. Perché – dice il Papa – “il Figlio di Dio raggiunge colmando il vuoto che solo la misericordia infinita del padre Dio. Dio tace, ma per amore. In questi giorni l’amore silenzioso diventa attesa della resurrezione”. Aggiunge il Papa: “Ci farà bene pensare al silenzio della Madonna, la credente che in silenzio era in attesa della Resurrezione. La Madonna dovrà essere l’icona per noi di quel sabato santo, pensare tanto come la Madonna ha vissuto quel sabato Santo, in attesa.” Quello è “l’amore non dubita, ma che spera nella parola del Signore, perché renda manifesto e splendente il giorno di Pasqua. Le nostre parole sono povere e insufficienti per esprimerlo in pienezza”.

Come guardare alle sofferenze di Dio? Papa Francesco indica in un aiuto le rivelazioni di Giuliana di Norwich. E legge un brano delle sue rivelazioni: “Allora il nostro buon Signore mi domandò: ‘Sei contenta che io abbia sofferto per te?’. E lei disse: ‘Sì mio Signore, che tu sia benedetto’. Allora Gesù, il nostro Signore, disse: ‘Se tu sei contenta, anche io lo sono. Di aver sofferto la Passione per me e per te è una gioia, una felicità, un gaudio eterno, e se potessi soffrire di più lo farei’.”

Commenta il Papa: “Questo è il nostro Gesù che ad ognuno di noi dice: se potessi soffrire di più per te lo farei”.

 

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