Papa: “L’amore è l’espressione massima di tutta la vita e ci permette di esistere”

Papa Francesco, udienza operatori di misericordia
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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“L’amore di Dio non verrà mai meno nella nostra vita e nella storia del mondo. E’ un amore che rimane sempre giovane, attivo, dinamico e attrae a sé in maniera incomparabile. E’ un amore fedele che non tradisce, nonostante le nostre contraddizioni. E’ un amore fecondo che genera e va oltre ogni nostra pigrizia. Di questo amore noi tutti siamo testimoni.” Le parole del Papa, che riprendono l’inno all’amore di San Paolo apostolo nella lettera ai Corinzi, fanno da cornice all’evento giubilare dedicato al mondo del volontariato e agli operatori di Misericordia, quello  in programma a Roma dal 2 al 4 settembre.  

Sabato mattina la catechesi di Papa Francesco ai tanti volontari in Piazza San Pietro e domenica mattina la Canonizzazione della Beata Madre Teresa di Calcutta, esempio instancabile di Operatrice della Misericordia di Dio. Con  l’hashtag #BeMercy, lanciato dal sito ufficiale del Giubileo della Misericordia, tutti possono  partecipare raccontando le proprie testimonianze di volontariato.

“L’amore di Dio, infatti, ci viene incontro – afferma il Papa nella sua catechesi ai tanti operatori della Misericordia presenti in Piazza San Pietro- è come un fiume in piena che ci travolge senza però sopprimerci; dovremmo veramente dire con tutta la nostra forza: sono amato, dunque esisto”!

In attesa della catechesi del Papa, gli operatori della misericordia hanno organizzato una serie di animazioni e testimonianze in Piazza San Pietro. Storie di volontari da tutto il mondo, storie di un mondo generoso, al servizio di chi soffre e ha bisogno di una mano.

Presenti anche gli operatori di misericordia per eccellenza, protagonisti assoluti in questi ultimi giorni: i vigili del fuoco che hanno operato sui disastri del terremoto in Centro Italia, avvenuto lo scorso 24 agosto. C’era anche Leo, il cane che ha aiutato l’opera di salvataggio della piccola Giorgia, di 4 anni, rimasta sotto le macerie per giorni ed estratta viva, grazie al fiuto di Leo ma soprattutto grazie al lavoro senza sosta dei vigili del fuoco e della protezione civile.

Presentate al Papa anche due testimonianze particolari: un uomo di Firenze, accusato ingiustamente di mafia da parte di alcuni che volevano prendersela con lui e rimasto in carcere ingiustamente per sei anni, che poi ha saputo trasformare il dolore in servizio e assistenza verso tutti i carcerati e quella di una suora missionaria della Carità, Suor Sally, che dopo l'esperienza di amore e missione prima a Bombay e poi in Medio Oriente e infine nello Yemen ha vissuto la disperazione della guerra e della fame. La sua è una storia di provvidenza e di richiesta di aiuto a Gesù, che non l'ha mai abbandonata.

Papa Francesco parla di un amore che non “è qualcosa di astratto e di vago; al contrario, è un amore che si vede, si tocca e si sperimenta in prima persona.  La forma più grande ed espressiva di questo amore è Gesù”.

Ed è qui che nel discorso di Francesco si inserisce l’amore verso il prossimo, verso il più bisognoso tra i bisognosi, proprio come voleva Madre Teresa: “Non si può distogliere lo sguardo e voltarsi dall’altra parte per non vedere le tante forme di povertà che chiedono misericordia. Non sarebbe degno della Chiesa né di un cristiano “passare oltre” e supporre di avere la coscienza a posto solo perché abbiamo pregato! Il Calvario è sempre attuale; non è affatto scomparso né rimane un bel dipinto nelle nostre chiese”.

Il Papa ripete a tutti i volontari che la” misericordia di Dio non è una bella idea, ma un’azione concreta;non c'è misericordia senza concretezza, la misericordia è coinvolgersi lì dove c'è il male, la malattia, la fame, gli sfruttamenti umani e anche la misericordia umana non diventa tale fino a quando non ha raggiunto la sua concretezza nell’agire quotidiano”.

Nella conclusione del suo discorso Francesco saluta e ringrazia i tanti protagonisti del mondo del volontariato e definendoli "artigiani della misericordia" : “Tra le realtà più preziose della Chiesa ci siete proprio voi che ogni giorno, spesso nel silenzio e nel nascondimento, date forma e visibilità alla misericordia. Voi esprimete il desiderio tra i più belli nel cuore dell’uomo, quello di far sentire amata una persona che soffre”. E nomina ogni forma di volontariato verso il prossimo “attraverso il vostro servizio verso i bambini abbandonati, gli ammalati, i poveri senza cibo e lavoro, gli anziani, i senzatetto, i prigionieri, i profughi e gli immigrati, quanti sono colpiti dalle calamità naturali...Siate sempre pronti nella solidarietà, forti nella vicinanza, solerti nel suscitare la gioia e convincenti nella consolazione. Voi toccate la carne di Cristo con le vostre mani". " Il Signore ci ascolta, chiamatelo! Il nocciolo della misericordia è il dialogo con il cuore misericordioso di Gesù", esclama il Papa.

Non può mancare, nel finale, il riferimento alla santa per eccellenza della misericordia: “Domani, avremo la gioia di vedere Madre Teresa proclamata santa. Questa testimonianza di misericordia dei nostri tempi si aggiunge alla innumerevole schiera di uomini e donne che hanno reso visibile con la loro santità l’amore di Cristo”.

Prima della benedizione il Papa ha chiesto un minuto di silenzio per tutti coloro che soffrono, la preghiera " per i tanti volontari che vanno incontro alla carne di Cristo per toccarla, curarla e sentirla vicino e anche per quelli che davanti a tanta miseria guardano da un'altra parte e non importa, preghiamo in silenzio".

Il Giubileo dei Volontari e degli Operatori della Misericordia può essere seguito in diretta, con approfondimenti, interviste e eventi, sul canale satellitare Hotbird 2 3918 curati dallo staff EWTN di Roma.

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