Papa: “L’istruzione è una peculiare forma di evangelizzazione”

Papa Francesco in Aula Paolo VI
Foto: Lucia Ballester, ACI Group
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Il Papa continua la sua catechesi sulla Misericordia. “E’ finito il Giubileo, torniamo alla normalità, ma continuiamo le riflessioni sulla misericordia”, dice il Papa. E all’Udienza Generale in Aula Paolo VI parla a tutti i presenti dell’importanza del “Consigliare e insegnare”. Consigliare i dubbiosi e insegnare agli ignoranti. “Sono opere – dice - che si possono vivere sia in una dimensione semplice, familiare, alla portata di tutti, sia specialmente la seconda, quella dell’insegnare, su un piano più istituzionale, organizzato”.

Francesco pensa all’istruzione dei tanti bambini e al ruolo della Chiesa: “La Chiesa, nel corso dei secoli, ha sentito l’esigenza di impegnarsi nell’ambito dell’istruzione perché la sua missione di evangelizzazione comporta l’impegno di restituire dignità ai più poveri. Dal primo esempio di una “scuola” fondata proprio qui a Roma da san Giustino, nel secondo secolo, perché i cristiani conoscessero meglio la sacra Scrittura, fino a san Giuseppe Calasanzio, che aprì le prime scuole popolari gratuite d’Europa, abbiamo un lungo elenco di santi e sante che in varie epoche hanno portato istruzione ai più svantaggiati, sapendo che attraverso questa strada avrebbero potuto superare la miseria e le discriminazioni".

"Quanti cristiani laici, fratelli consacrati e sacerdoti hanno dato la loro vita per l’istruzione. Fate un omaggio a loro con un bell’applauso”, esorta il Pontefice.

Il Papa sottolinea come queste persone “grazie ad un lavoro semplice” abbiamo restituito dignità a tante persone. E parla ai presenti anche delle scuole professionali, rammentando sia la figura di San Giovanni Bosco che dei Salesiani affermando che “l’istruzione, pertanto, è davvero una peculiare forma di evangelizzazione”.

“Una buona istruzione –spiega il Pontefice -  ci insegna il metodo critico, che comprende anche un certo tipo di dubbio, utile a porre domande e verificare i risultati raggiunti, in vista di una conoscenza maggiore”.

E qui si colloca l’altra opera di misericordia menzionata dal Papa: “L’opera di misericordia di consigliare i dubbiosi non riguarda questo tipo di dubbio. Esprimere la misericordia verso i dubbiosi equivale, invece, a lenire quel dolore e quella sofferenza che proviene dalla paura e dall’angoscia che sono conseguenze del dubbio. È pertanto un atto di vero amore con il quale si intende sostenere una persona nella debolezza provocata dall’incertezza”.

Per Francesco è “un bene quindi che ci poniamo delle domande sulla nostra fede, perché in questo modo siamo spinti ad approfondirla”. E ciò che è necessario per sciogliere questi dubbi è “ascoltare la Parola di Dio, e comprendere quanto ci insegna”.

Il Papa poi consiglia ai presenti due strade importanti per aiutare a comprendere la fede: la catechesi e il vivere più possibile la fede.  Conclude Francesco: “Non facciamo della fede una teoria astratta dove i dubbi si moltiplicano. Facciamo piuttosto della fede la nostra vita. Cerchiamo di praticarla nel servizio dei fratelli, specialmente dei più bisognosi. E allora tanti dubbi svaniscono, perché sentiamo la presenza di Dio e la verità del Vangelo nell’amore che, senza nostro merito, abita in noi e condividiamo con gli altri. Dio mai fa retromarcia con il suo amore”.

 

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