Papa Sisto V: un riformatore attuale

A Camerino in un convegno di studio la storia del grande riformatore

La statua di Sisto V a Fermo
Foto: pd
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In occasione del V Centenario della nascita di Sisto V, la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino, città cui questo papa era legato per ragioni familiari, nello scorso mese di novembre ha organizzato un importante convegno sull’attività normativa di papa Felice Peretti: ‘Sisto V, papa marchigiano, legislatore universale’, al quale sono intervenuti di persona relatori dalla Spagna, dalla Francia e dalla Croazia, ed il presidente della Cei, card. Matteo Maria Zuppi.

Papa Sisto V, nato a Grottammare, ha creato nel 1588 la Curia Romana con la Costituzione Apostolica ‘Immensa Aeterni Dei’, tantoché il presidente della Cei, card. Matteo Maria Zuppi, lo ha definito  un “Papa energico, riformatore, che il Belli chiamava ‘il Papa rugantino, tosto’, ancora ricordato per le sue battute ma soprattutto per il suo contributo nell’assetto urbanistico della città di Roma”.

Benché il suo pontificato non sia durato che cinque anni e 4 mesi, il ricordo di Sisto V s’è conservato nei secoli: migliorò l’assetto urbanistico di Roma e fece completare la Cupola di san Pietro; inoltre fece demolire e ricostruire il Palazzo Laterano e, desiderando unire simbolicamente i quattro angoli di Roma, fece erigere altrettanti obelischi: in piazza san Pietro, in piazza dell’Esquilino, in piazza san Giovanni in Laterano e in piazza del Popolo.

Però il convegno organizzato dall’università camerte ha incentrato lo studio sulla sua attività legislativa, cui si debbono interventi all’avanguardia in moltissimi campi del diritto: a lui si deve la prima normativa completa sugli archivi ecclesiastici diocesani, egli riformò la normativa sul notariato, si occupò d’una delle prime revisioni complete del ‘Decretum Gratiani’; con la Costituzione apostolica ‘Romanus Pontifex’ organizzò le visite ad limina dando loro la struttura che sostanzialmente hanno tutt’oggi, e soprattutto creò, con la Costituzione apostolica ‘Immensa Aeterni Dei’, la Curia romana, ossia l’apparato ‘ministeriale’, per usare una similitudine, che assiste il papa nel governo della Chiesa.

In particolare, poi, papa Sisto V diede preferenza nelle nuove nomine a persone di non elevata estrazione sociale, a scapito dei personaggi altolocati che tradizionalmente mantenevano legami con le potenze politiche e le grandi famiglie dell’aristocrazia romana, avviando quella che con terminologia moderna potremmo chiamare una prima democratizzazione della Curia romana; a lui si deve anche una delle prime leggi sui pentiti, che prometteva la grazia e la facoltà di liberare due amici e premi in denaro ai banditi che avessero fatto catturare altri fuorilegge.

Al termine del convegno abbiamo chiesto al prof. Stefano Testa Bappenheim, docente di diritto ecclesiastico e canonico presso la Scuola di Giurisprudenza dell’ateneo camerte, di spiegarci il motivo per cui papa Sisto V è stato definito dal poeta Belli un papa ‘tosto’: “Sisto V ha la nomea, in effetti, d’essere stato particolarmente energico e volitivo, e veramente operò con estrema determinazione per sradicare il brigantaggio; a lui si deve anche una delle prime leggi sui pentiti, per così dire, che prometteva la grazia, la facoltà di liberare due amici e premi in denaro ai banditi che avessero fatto catturare altri fuorilegge.

E’ comunque ricordato parimenti con simpatia, di cui troviamo fenotipo nella cinematografia che lo vede coprotagonista accanto ai Santi operanti nella Roma dell’epoca: possiamo citare, ad esempio, il film ‘State buoni se potete’ di Luigi Magni, del 1983, ove Sisto V (Mario Adorf) interagisce con San Filippo Neri (Johnny Dorelli) e Sant’Ignazio di Loyola (Philippe Leroy), con la colonna sonora di Angelo Branduardi (e scusate se è poco)”.

Quanto è stato importante papa Sisto V nella storia della Chiesa?

“Le riforme di papa Sisto V sono state tante ed importanti: di particolare rilevanza è stata la sua attività legislativa, con interventi all’avanguardia in moltissimi campi del diritto: possiamo ricordare la sua ‘Romanus Pontifex’, con la quale diede alle visite ad limina la struttura giuridica rimasta praticamente quasi invariata fino all’epoca moderna; in seguito, con la ‘Postquam verus’, egli riformò il Collegio cardinalizio, facendogli assumere la struttura che avrebbe poi mantenuto per quasi quattro secoli; risolve la problematica del risarcimento dei danni dati, con ‘Romani Pontificis’; con la ‘Coeli et terrae’ ribadisce la condanna per chi ricorra all’astrologia ed a maghi e cartomanti; crea una forma d’aiuto istituzionale per i poveri e gli infermi con la ‘Quamvis infirma’; ed, infine, con la ‘Immensa Aeterni Dei’ ristruttura il governo centrale della Chiesa, la Curia romana, che assiste il Papa nel governo della Chiesa, perfezionando il sistema della Congregazioni stabili, avviato da Paolo III, e rimasto centrale fino alla recentissima riforma di papa Francesco, con la Costituzione Apostolica ‘Praedicate Evangelium’”.

Quanto era importante per il papa la pietà popolare?

“La pietà popolare era molto importante per papa Sisto V, che cercò di regolamentare e di istituzionalizzare le manifestazioni sociali e religiose allo scopo di mantenere l’ordine pubblico. Come alternativa al carnevale, con la bolla ‘Egregia populi Romani pietas’ propose il pellegrinaggio alle Sette Chiese, che tradizionalmente si svolgeva il giovedì grasso, sotto la guida dei padri dell’Oratorio”.

Per quale motivo emise la costituzione ‘Provida’?

“Il 29 aprile 1587, Sisto V, promulgando la ‘Provida’, ordinerà la creazione d’un archivio speciale in ogni diocesi, e fu così il riformatore degli archivi ecclesiastici; egli riprese, riorganizzandole e dando loro maggior imperatività, le norme in parte già promulgate da san Pio V, ma rimaste largamente inattuate e quindi inefficaci; gli archivi diocesani, infatti, contengono materiale per la storia praticamente d’ogni parte della Cristianità, per quanto oscura o remota, e vi sono probabilmente numerosi problemi di interesse generale la cui soluzione si trova negli archivi diocesani di Roma e di altre parti d’Italia e del mondo”.

Quanto è attuale papa Sisto V per la Chiesa?

“E’ un personaggio di primissimo piano e di grande interesse non solo sul piano storico generale, ma anche su quello giuridico attuale, avendo egli avuto intuizioni che tradusse in istituti e disposizioni normative durate per secoli, quando non arrivate quasi ai giorni nostri”.

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