Parolin, il viaggio del Papa in Romania per riscoprire le radici cristiane d'Europa

Il cardinale Pietro Parolin
Foto: Aci Group
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Il Papa “vuole farsi pellegrino per condividere il cammino di quelle comunità cristiane, quello della comunità civile, della società in Romania; vuole farsi pastore per incoraggiare nelle fede i suoi fratelli e le sue sorelle, tenendo conto anche della ricchezza delle espressioni e dei riti che caratterizzano la Chiesa in Romania.

E vuole farsi testimone di carità, soprattutto nei confronti dei giovani, invitandoli a favorire sempre quella cultura dell’incontro, come dice Lui, che permette veramente di ritrovarsi insieme in un momento storico in cui invece prevalgono le divisioni e le contrapposizioni”.

Così il cardinale Pietro Parolin segretario di stato vaticano descrive il senso del viaggio che domani porterà Papa Francesco in Romania nella consueta intervista ai media vaticani alla vigilia di una visita pastorale.

Significativa anche l’impronta ecumenica a 20 anni dal viaggio di Giovanni Paolo II. “Fu un viaggio che possiamo definire storico,- dice Parolin- perché aprì le porte anche per la visita ad altri Paesi a maggioranza ortodossa”. La Romania è un crocevia dove si incontrano l’Europa Orientale e quella Occidentale e c’è già stato un ecumenismo, quello che il Papa chiama un ecumenismo del sangue.

Forte lo spirito mariano del viaggio con la visita al Santuario mariano di Șumuleu-Ciuc in particolare dalla minoranza ungherese, concentrata in Transilvania. “Credo- spiega il cardinale-  che tutti conosciamo la sensibilità del Papa, il suo continuo appello al rispetto delle varie componenti, delle tradizioni, delle culture, dei costumi di ogni realtà, all’interno dell’unità di un Paese.

Credo che il Papa farà un appello in questo senso, cioè al rispetto all’interno dell’unità del Paese. E nel santuario dove si recherà questo appello risuonerà particolarmente forte; un appello a camminare insieme, come dice il motto di questo viaggio, superando le divisioni storiche e ritrovandosi tutti nell’unità della fede condivisa”.

Il messaggio di Papa Francesco sarà di incoraggiamento: “La Romania ha vissuto momenti difficili nella sua storia: l’occupazione straniera, il lungo periodo di ateismo … Dal 2007 è diventata parte dell’Unione Europea e ha dato un contributo notevole, a partire dal suo patrimonio culturale.

Recentemente a Sibiu c’è stato un vertice nel quale è stata messa in rilievo l’importanza della pace, del lungo periodo di pace assicurato dall’Unione Europea, la prosperità e il progresso che questo ha comportato. Il Papa richiamerà naturalmente quelli che sono i valori fondanti di questa Europa e anche le radici cristiane, perché questi valori - la dignità della persona, la solidarietà - trovano la loro fondazione più ferma proprio nel patrimonio cristiano di cui anche la Romania è portatrice. Sarà quindi un incoraggiamento a continuare a dare il proprio contributo alla costruzione di questa Europa che, speriamo, diventi sempre più solida, fondata su valori fondamentali quali sono i valori cristiani”.

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