Per la prima volta, un Papa in Bahrein. Francesco sarà nel Paese dal 3 al 6 novembre

Era un viaggio allo studio, ora è stato annunciato ufficialmente. Quattro giorni, per rispondere ad un invito arrivato per la prima volta già nel 2014

L'inaugurazione della cattedrale di Nostra Signora di Arabia in Bahrein il 10 dicembre 2021
Foto: twitter AVOSAArabia
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Ora è ufficiale: Papa Francesco sarà in Bahrein dal 3 al 6 novembre. Quattro giorni, per un viaggio che lo vedrà andare dalla capitale Manama per "Bahrain Forum for Dialogue: East and West for Human Coexistence", fino ad Awali, alla cattedrale di Nostra Signora di Arabia, che era il sogno del vescovo Camillo Ballin e che è stata consacrata il 10 dicembre 2021.

Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha annunciato che "accogliendo l’invito delle Autorità civili ed ecclesiali, Papa Francesco compirà l’annunciato Viaggio Apostolico nel Regno del Bahrein nei giorni dal 3 al 6 novembre di quest’anno, visitando le città di Manama e Awali in occasione del Bahrain Forum for Dialogue: East and West for Human Coexistence. Il programma e gli ulteriori dettagli della Visita saranno resi noti prossimamente.

Il Forum è una delle espressioni con cui il regno del Bahrein mostra il suo impegno per una coesistenza di tutte le religioni. Il Bahrein ha ospitato le iniziative del Dialogue among civilizations nel 2002 e nel 2014, la Bahrein Declaration lanciata nel 2017 in cui si definiva l'ignoranza come nemico della pace e lo stabilimento del King Hamad Global Center for Peaceful Coexistence, che annoverava tra i suoi membri anche il vescovo Camillo Ballin. 

Papa Francesco dunque risponde ad un invito che gli era stato fatto già nel 2014, in occasione della posa della prima pietra di Nostra Signora della Visitazione. Questa, era stata donata personalmente da Papa Francesco, ed era un mattone che si trovava nella Porta Santa della Basilica di San Pietro per l’Anno Santo straordinario della redenzione del 1983-1984, estratto in occasione dell’apertura di quella setssa porta da San Giovanni Paolo II all’apertura del Grande Giubileo del 2000.

La celebrazione era stata presieduta dall’arcivescovo Peter Rajic, allora nunzio apostolico nella penisola arabica, e concelebrata dal vescovo Ballin, che aveva anche ottenuto dalla Santa Sede un rito speciale per Nostra Signora di Arabia, dando corpo e anima ad una devozione della regione.

La Chiesa cattolica rappresenta solo il 10 per cento di una popolazione a larga parte islamica. Dei circa 180 mila cristiani che si trovano in Bahrein, 140 mila sono cattolici, serviti da tre sacerdoti e 7 suore comboniane. I cattolici hanno anche fondato una scuola di 1600 persone, mentre a Manama è stata recentemente costruita la cheisa del Sacro Cuore, che ha una capienza di 1500 persone.

Se è molto difficile capire quanti sono i nativi cattolici (si stima, in generale, che i cristiani nativi del Bahrein siano un migliaio), si sa comunque che la maggioranza della popolazione cattolica è composta da immigrati. Il Bahrein non è uno dei Paesi più ricchi del Golfo, ma è tra i più tolleranti e pacifici del Medio Oriente, e ha comunque risorse economiche che ne fanno una meta appetibile per migranti provenienti da nazioni povere dell’Asia come le filippine.

Il territorio del Bahrein è sede del vicariato apostolico dell’Arabia settentrionale, e il vicario risiede ad Awali. Dal 12 gennaio 2000, è stata stabilita la nunziatura apostolica in Bahrein, e il nunzio apostolico risiede in Kuwait.

 

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