Per non perdere la Memoria, l'alfabeto del cuore di Etty Hillesum morta ad Auschwitz

Etty Hillesum
Foto: Wikipedia
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Anche il cuore ha il suo alfabeto, soprattutto quando è segnato dalla sofferenza.

Così l’alfabeto di Etty Hillesum, scrittrice olandese morta il 30 novembre 1943 nel campo di concentramento nazista di Auschwitz dopo un periodo di tempo passato nel campo di transito di Westerbork (Paesi Bassi), diventa scuola di spiritualità.

Lo ha raccolto  fratel MichaelDavide Semeraro, maestro spirituale e profondo conoscitore della scrittrice olandese di origini ebraiche. “ Ogni battito del cuore. Le più belle pagine di Etty Hillesum” è un libro delle Edizione Terra Santa alla seconda edizione che si rilegge con emozione a pochi giorni dalla Giornata della Memoria, il 27 gennaio.

La Shoa si legge attraverso gli occhiali di parole come, Anima, Arcobaleno, Baracca, Bellezza, Cella, Cibo, Desiderio, Digiuno, Dio, Ebrei, Erotismo, Famiglia, Felicità, Gelsomino, Herta, Hineinzuhören, Inginocchiarsi, Irrequietezza, Lentezza, Maternità, Nave, Nostalgia, Odio, Paura, Pazienza, Perdono, Preghiera, Quaderni, Rabbia, Solitudine, Stanchezza, Tenerezza, Tristezza, Uccellino, Vita, Zaino.

La scelta del vocabolario è di un monaco che vive nella Koinonia de la Visitation in Val d’Aosta, coniugando la vita monastica con l’ascolto delle tematiche che turbano e appassionano il cuore di uomini e donne del nostro tempo.

Spiega fratel MichaelDavide nell’introduzione: “La seconda edizione di queste pagine, in cui riprendiamo alcune parole di Etty Hillesum, ci piace chiamarlo il suo “alfabeto” , per arricchire, correggere e ampliare il nostro vocabolario di umanità, vuole essere un contributo a non dimenticare l’importanza delle parole… Vogliamo metterci alla scuola di Etty Hillesum per affrontare i tempi che viviamo e non smarrire la nostra umanità. Da questa donna consapevole della propria ambiguità e sempre alle prese con la propria complessità, possiamo imparare a non arrenderci alla realtà per saperla invece leggere e narrare con un “di più” di compassione che, pur non cambiando nulla o poco, è capace di decifrare il senso della vita sempre e comunque”.

Fratel Michael Davide Semeraro, che ha conseguito il Dottorato in Teologia Spirituale presso l’Università Gregoriana di Roma e ha scritto diversi libri di spiritualità, ha messo un dedica nel volume: “A tutti coloro che si mettono in viaggio attraverso il deserto e il mare e sperano nella nostra accoglienza, attendono la nostra compassione, scomodano l’inedia della nostra anima. A quanti sono partiti e a quanti sono arrivati, a quanti non sono mai partiti e a quanti non sono mai arrivati. Per non dimenticare che già è successo di guardare da un’altra parte e di passare oltre facendo finta di niente”

 

 

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