Perché non accada mai più. I leaders religiosi ad Auschwitz

I leaders religiosi a Auschwitz
Foto: MFA- Ambasciata di Israele presso la Santa Sede
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"Questa visita aveva lo scopo di onorare la memoria dei milioni di ebrei e altre vittime dell'Olocausto, nonché per esprimere la determinazione dei leader delle comunità religiose in Israele a fare tutto quanto in loro potere per evitare che tali atrocità si ripetano". Così si legge nella dichiarazione firmata la scorsa settimana dal Consiglio dei leader della comunità religiose in Israele, che comprende rappresentanti dell'ebraismo, dell'islam e Chiese cristiane.

La dichiarazione è legata ad una visita al campo di Auschwitz con l’impegno dei leader religiosi a fare di tutto per impedire che atrocità simili si ripetano in futuro.

Ad Auschwitz, "il sito dei crimini più orribili contro l'umanità nella storia e l'ultimo simbolo del male", i leader religiosi si sono impegnati a lavorare insieme per la santità della vita. "Respingiamo il razzismo, fanatismo e l'estremismo, soprattutto quando sono commessi in nome della religione",

I leader spirituali hanno invitato i leader mondiali a opporsi fermamente l'antisemitismo e l'odio nei loro paesi e a livello internazionale. Essi hanno inoltre dichiarato l’impegno a cooperare per il dialogo e la comprensione tra le diverse comunità religiose in Terra Santa.

"Perché ci sia una pace duratura e il rispetto reciproco tra i seguaci di diverse religioni del mondo ... abbiamo bisogno di educare correttamente le nostre società e impedire pratiche che offendono i sentimenti e le credenze degli altri",  si legge nel testo.

Il presidente della Polonia Andrzej Duda ha inviato una lettera ai capi religiosi, in cui dichiara che la visita ad Auschwitz è un "atto simbolico della resistenza contro il male infinito che è stato perpetrato in quel luogo" e un atto di resistenza "contro tutti coloro che cercano di razionalizzare questo male ".

Il viaggio ad Auschwitz è stato il momento finale nell'agenda dei leader nell’incontro in Polonia, ma anche l'obiettivo principale della visita.

L’ambasciatore israeliano in Polonia Anna Azari ha definito chiamato Auschwitz "il luogo più simbolico da cui un messaggio di pace tra le diverse religioni può essere inviato".

"Siamo probabilmente in un luogo dove l'umanità toccato il fondo", quindi non c'è altra via da qui, ma, lei rifletteva, dicendo che chiede "un cambiamento positivo" può di conseguenza essere fatto.

L’incontro dei leader religiosi di Israele si è svolto  in Polonia 30 ottobre, tra i partecipanti il patriarca greco ortodosso di Gerusalemme, Teofilo III; l'amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa; il Patriarca armeno di Gerusalemme, Nourhan Manougian; il vescovo anglicano di Gerusalemme, Suheil Dawani; Ashkenazi Rabbino Capo David Baruch Lau; direttore internazionale della American Jewish Committee di affari interreligiosi, David Rosen 'il leader della comunità drusa d'Israele, lo sceicco Muwafaq Tarif; e due imam drusi della Galilea.

I leader religiosi hanno preso parte a un dibattito interreligioso presso il Museo di Storia degli ebrei polacchi a Varsavia. Hanno visitato la Sinagoga Nozyk a Varsavia e ha fatto un viaggio a Cracovia, dove hanno incontrato il cardinale Stanislaw Dziwisz e la comunità ebraica locale.

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