Processo per il palazzo di Londra, il Tribunale fa trascrivere tutte le testimonianze

Pignatone lo aveva detto che il processo non sarebbe partito fino al deposito di tutti gli atti. Prossima udienza il 25 gennaio, sperando che sia l’ultima della fase preliminare

Una delle udienze del processo in Vaticano
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Tutti gli interrogatori videoregistrati del processo sulla gestione di fondi in Segreteria di Stato devono trascritti entro il 10 gennaio 2022. A quel punto, ci sarà il 25 gennaio un’altra udienza, con la speranza che anche le quattro posizioni stralciate dal processo rientrino nei binari o ne escano definitivamente, per poi presumibilmente entrare nel vivo del processo già a febbraio. Il presidente del Tribunale vaticano, Giuseppe Pignatone, calendarizza così i prossimi appuntamenti del processo che si sta celebrando in Vaticano.

Al centro del processo, la vicenda dell’investimento della Segreteria di Stato in un immobile di lusso a Londra. Dei dieci imputati (tra cui il Cardinale Angelo Becciu) e quattro società coinvolte, gli stralci processuali decisi dal presidente del Tribunale Pignatone hanno lasciato solo sei imputati. Per gli altri, si sta rifacendo l’investigazione, in attesa di una eventuale nuova citazione in giudizio.

L’udienza di oggi, inizialmente prevista all’1 dicembre e poi rinviata di due settimane perché in quel giorno il Tribunale vaticano era impegnato in altri due procedimenti, serviva per rispondere alle ulteriori eccezioni che erano state avanzate lo scorso 17 novembre, quando i difensori lamentarono la parzialità delle registrazioni, la difficoltà a reperire gli atti (un problema di comunicazione poi sanato), e arrivarono a discutere anche un eventuale intervento del Papa. Il presidente Pignatone, in quell’occasione, era stato chiaro: il processo non sarebbe partito se le difese non avrebbero avuto in mano tutti i documenti per potersi difendere.

Così, lo stesso Pignatone fa subito sapere di aver “disposto l’incarico di trascrizione degli interrogatori videoregistrati degli imputati del processo come era a luglio” (cioè, con tutti gli imputati, anche quelli la cui posizione è stata poi stralciata), e anche di “monsignor Alberto Perlasca”, testimone chiave dell’accusa.

Il termine per consegnare le registrazioni è al 10 gennaio 2022, e si è fissata la prossima udienza al 25 gennaio 2022, alle ore 12.

Una udienza che Pignatone stesso definisce “transitoria, speriamo per l’ultima volta”, in cui si fisserà la data per i rinvii a giudizio o l’archiviazione dell’altro troncone di indagini, e poi ci sarà un’altra udienza, che sarà fissata dopo la metà di febbraio, in cui i due tronconi dovrebbero essere riunificati e si spera che si possa cominciare ad entrare nel vivo del processo.

Note a margine: l’avvocato di Enrico Crasso, Panella, ha chiesto la possibilità di nominare un consulente che partecipi ai lavori di trascrizione, ma Pignatone ha detto che questo non è previsto dall’ordinamento vaticano, e che comunque le trascrizioni potranno poi essere confermate e riviste.

“Siamo un cantiere aperto – ha detto Pignatone - Quando il promotore avrà deciso le sue posizioni, il tribunale intende, se ci sarà richiesta di citazione in giudizio, il Tribunale intende riunire i processi per meglio difendere gli interessi degli imputati, altrimenti non avrebbe senso. È chiaro a quel momento tutte le richieste istruttorie ripartiranno da zero”.

Tra le altre cose, Pignatone ha anche ricordato che i supporti informatici non sono in cancelleria, ma in luoghi “prestati” dalla Gendarmeria, e per consultarli ci si deve accordare con chi li tiene in custodia.

Pignatone ha chiesto anche al Promotore di Giustizia di spiegare lo stato degli atti per quanto riguarda l’accusa. Ha preso la parola il Promotore di Giustizia applicato Gianluca Perone, il quale ha spiegato che dei quattro imputati rinviati al promotore “solo uno si è reso disponibile all’interrogatorio”, ma che comunque si conta di concludere entro la metà di gennaio 2022, e precisamente entro il 20.

Perone ha poi ricordato che nell’ultima udienza sono state reiterate eccezioni di nullità del processo, che hanno anche lamentato l’assenza di atti. E per questo, il Promotore di Giustizia ha annunciato che è stata depositata una specifica memoria che indica dove sono gli atti ritenuti mancanti.

Successivamente, il Promotore di Giustizia ha voluto specificare con una dichiarazione che questa decisione non va vista come una accettazione delle tesi dell’accusa sulla mancanza di documenti.

“Nell’esprimere apprezzamento – scrive l’ufficio del Promotore - per l'ordinaria dialettica tra le parti, accusa e difesa, che conferma la solidità dell’impianto processuale, si ribadisce che tutti i documenti fonte di prova erano stati depositati e sono rinvenibili negli atti del giudizio. Ad oggi, tuttavia, nessuno degli imputati ha chiesto di consultare le copie forensi”.

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