Protezione dei minori, attenzione sul concetto di adulto vulnerabile

La plenaria della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori si è riunita per l’XI volta. Particolare attenzione al tema dell’adulto vulnerabile

Uno dei passati incontri con la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori con Papa Francesco
Foto: Vatican Media / ACI Group
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È stata data anche particolare attenzione al “significato emergente del concetto di adulto vulnerabile” durante l’11ma assemblea plenaria della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori.

Creata da Papa Francesco nel marzo 2014 per proporre le iniziative più opportune per la protezione di tutti i minori e gli adulti vulnerabili e per promuovere la responsabilità locale nelle Chiese particolari, la commissione è ora divisa in tre sottogruppi: dialogo con vittime e sopravvissuti, educazione e formazione, linee guida e norme per la promozione della tutela.

In questa undicesime plenaria, che si è tenuta dal 12 al 15 settembre, si è lavorato sulle linee guida e norme per la promozione della tutale dei minori, che – si legge in un comunicato della Pontificia Commissione – “ha condotto a diverse iniziative, tra le quali lo sviluppo e il costante perfezionamento di strumenti di verifica”.

All’inizio della plenaria, è stata ascoltata, come già successo nell’ultima plenaria di aprile, la testimonianza di una vittima del Brasile che ha subito “abuso clericale e familiare”.

Prima dell’inizio alla plenaria, i membri – si legge ancora nel comunicato – “hanno

partecipato ad importanti incontri che hanno evidenziato come elemento chiave nel lavoro della Commissione, la costruzione di relazioni con i vari Dicasteri, Unioni e Uffici all’interno della Santa Sede, al fine di facilitare il lavoro a favore della tutela dei minori a tutti i livelli all’interno della Chiesa”.

La commissione nota che c’è “una necessitò costante che la cultura e la missione a favore della protezione dei minori sia, e sia vista, incorporata sistematicamente nella vita della Chiesa a livello mondiale”.

La Commissione prosegue il lavoro con le vittime e i sopravvissuti con una “serie di strategie volte a sviluppare a sviluppare piattaforme attraverso le quali la Chiesa possa ascoltare le loro voci e integrarle all’interno della Sua vita e missione”.

Ci sono programmi pilota, in tre continenti (e presto sarà aperto un centro in un altro continente), chiamati “Survivors Advisory Panel”.

I Survivors Advisory Panels hanno alla base il lavoro delle Fazendas de Esperança, che è un tipo di comunità terapeutica esperta nel recupero di tossicodipendenti. È la più grande dell’America Latina, ha 130 unità in tutto il mondo, di cui 86 in brasile e 22 in altri Paesi.

Si legge nel comunicato che “i membri della Commissione continuano ad offrire formazione in diversi modi e luoghi del mondo, in risposta a richieste da parte di Conferenze Episcopali, singole diocesi, Istituti di vita consacrata, Società di vita apostolica, Movimenti Ecclesiali e Associazioni”.

Ci saranno anche confronti tra esperti e conferenze di formazione ad alto livello.

Conclude il comunicato: “Considerando questo particolare momento nella storia delle Chiese e il prossimo 30mo anniversario della Convenzione dei Diritti del Bambino, rinnoviamo il nostro fermo impegno per contribuire ad un mondo che sia sicuro per i minori e le persone vulnerabili”.

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