Quattrocento bambini in nave e in treno, destinazione Papa Francesco

Papa Francesco con i piccoli del Treno dei Bambini
Foto: Vatican.va
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Papa Francesco questa mattina ha ricevuto degli ospiti davvero speciali nel Cortile San Damaso, in Vaticano. Sono i piccoli del “Treno dei Bambini”, l’iniziativa promossa dal “Cortile dei Gentili”, in collaborazione con Ferrovie dello Stato Italiane, che ogni anno porta da Papa Francesco bambini da tutta Italia, costretti ad affrontare situazioni di difficoltà e fragilità sociale.

Papa Francesco risponde a braccio ai bambini che pongono alcune domande su vari argomenti: la formazione scolastica, la vocazione, il suo viaggio indimenticabile, la cura del creato.

Francesco ascolta le domande di tutti. Sulla sua vita a scuola risponde ai piccoli curiosi che come tutti i bambini amava tanto il calcio e meno lo studio, suggerisce di non cedere alla logica delle antipatie e tantomeno dell’odio verso i compagni di classe. Anche perché, aggiunge , le grandi guerre cominciano spesso proprio con i piccoli odi.

Poi, sulla sua vocazione al sacerdozio, il Pontefice ha detto di aver scelto questa strada in assoluta libertà e senza imposizioni, e di aver poi imparato, nel corso della vita, che il Signore non ci lascia mai soli ma sta a noi saper distinguere la voce di Dio e dell’angelo custode, che ci invita a fare il bene, da quella del diavolo che invece ci tenta verso il male.

Questa 7a edizione – dal titolo “Un ponte d’oro in un mare di luce” - si arricchisce di una presenza davvero speciale: grazie al sostegno del Gruppo Onorato Armatori (Moby e Tirrenia), infatti, parte dei bambini arriva dalla Sardegna, in nave. Sul Frecciarossa 1000 di Trenitalia viaggiano anche gli studenti di tre scuole di Genova, fortemente impattate dal crollo del Ponte Morandi del 14 agosto 2018.

Il treno da Genova ferma poi a Civitavecchia, per far salire a bordo i bambini arrivati sulla nave Moby Tommy, provenienti dai paesi della Sardegna colpiti dall’alluvione del 2013, che al ritorno saranno ospiti della Tirrenia Sharden. Prima di arrivare in Vaticano, un’ultima tappa a Termini, per accogliere un piccolo gruppo da Napoli, della Scuola Vela Mascalzone Latino, voluta e fondata dall’Armatore Vincenzo Onorato per offrire un aiuto concreto ai ragazzi dei quartieri più degradati e complessi della città.

I bambini raccontano al Papa l’impatto e le conseguenze delle tragedie vissute, ma soprattutto intendono lanciare un messaggio di speranza e solidarietà. Il tema dell’iniziativa‐ costruire ponti per vincere ogni isolamento – rappresenta proprio la necessità di abbattere ogni muro, per costruire invece passerelle d’amore, ponti resistenti a tutte le alluvioni e crolli che feriscono il quotidiano dei bambini.

E sul suo viaggio indimenticabile il Papa racconta che in realtà, non ama particolarmente viaggiare, anche se proprio i viaggi sono per lui occasioni per incontri bellissimi. E l’ultimo suo pellegrinaggio in Romania, spiega , gli ha fatto vivere un’esperienza indimenticabile. Come già gli era accaduto, ha detto, proprio in Sardegna e a Genova, tanto che utilizza spesso il pastorale donatogli dagli operai liguri

Infine, sulla domanda su come preservare al meglio il creato, il Papa spiega ai bambini che i soldi servono per vivere, ma non si deve vivere per i soldi. E la vera ecologia si fa a partire dalle piccole attenzioni quotidiane.

“La giornata in Vaticano per i 400 bambini – riferisce l’Osservatore Romano - è proseguita con il picnic nei Giardini vaticani e poi con la visita alla basilica di San Pietro. Per i più accaldati i servizi della Città del Vaticano hanno anche messo a disposizione un nebulizzatore rinfrescante. Nel pomeriggio di nuovo tutti alla stazione Termini per ripartire in treno alla volta di Genova e Napoli e, da Civitavecchia, con la nave verso il porto di Olbia”.

 

 

 

 

 

 

 

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