Raccontando la Città del Vaticano. Cosa c’è nella Biblioteca Apostolica Vaticana?

Il Papa emerito in visita alla BAV
Foto: BAV
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La Biblioteca Apostolica Vaticana è di certo tra le più importanti al mondo. Situata nel Palazzo Apostolico, voluta da Sisto IV nel 1475, è meta di studiosi di ogni continente che qui vengono a condurre le loro ricerche tra le centinaia di migliaia di manoscritti e stampe.

La documentazione storica attesta l'esistenza nel IV secolo di uno “Scrinium”, che doveva essere sia la biblioteca sia l'archivio della Chiesa latina, mentre un documento del 784 (sotto il pontificato di Adriano I) parla del bibliothecarius Teofilatto. Lo Scrinium papale andò comunque disperso nel XIII secolo e le successive raccolte librarie, di cui esiste un inventario realizzato durante il papato di Bonifacio VIII (1294-1303), subirono gravi perdite dopo la sua morte in seguito ai continui spostamenti (a Perugia prima, poi ad Assisi e infine ad Avignone). In Francia, Giovanni XXII (1316-1334) avviò una nuova biblioteca, in parte confluita nel Seicento in quella della famiglia Borghese e ritornata con questa nel 1891 alla Santa Sede.

L'istituzione ufficiale della Biblioteca apostolica vaticana risale a Papa Sisto IV e alla bolla “Ad decorem militantis Ecclesiae” del 15 giugno 1475. Subito dopo, il 18 giugno, ebbe inizio l'attività del suo primo “gubernator et custos”: il precettore umanista Bartolomeo Sacchi, detto il Plàtina dal suo paese natale Piadena, da cui dipendevano tre collaboratori e un legatore. La nuova Biblioteca raccolse i manoscritti, i codici, i fondi, le raccolte di Sisto IV e dei suoi predecessori: 2500 opere (divenute 3500 sei anni dopo), distribuite in quattro sale (la Bibliotheca Latina e la Bibliotheca Graeca per i testi nelle rispettive lingue, la Bibliotheca Secreta per quelli esclusi dalla consultazione e dal prestito esterno, la Bibliotheca Pontificia che fungeva da archivio) decorate con un ciclo di pitture realizzate da Melozzo da Forlì, Antoniazzo Romano e dai fratelli Domenico e David Ghirlandaio.

Il percorso espositivo si sviluppa in tredici sezioni, dove sono presentati reperti archeologici, arredi ed opere databili dall’epoca etrusca fino ad arrivare al XIX secolo. Attualmente la Biblioteca contiene più di 80.000 manoscritti, 150.000 tra disegni e stampe, 300.000 tra monete e medaglie, 160.000 fotografie e più di 1.500.000 stampati moderni, coprendo un arco temporale di oltre 2500 anni di storia e sapere umano, dalla letteratura alla storia, dalla medicina alla matematica, dalla teologia alla filosofia.

Dal 1985 esiste un catalogo informatico consultabile in linea dei volumi a stampa moderni. L'accesso alla Biblioteca è consentito unicamente a docenti e ricercatori universitari.

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