RIM Junior, la storia delle migrazioni italiane raccontate ai ragazzi

La copertina del libro
Foto: Editrice TAU
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Le migrazioni riguardano sempre più i giovanissimi, i ragazzi, e Migrantes si occupa di loro con un rapporto specifico. “Sono sempre più numerosi gli italiani che stanno lasciando l’Italia in questi anni. Vanno all’estero per difficoltà economiche, per trovare lavoro. Partono intere famiglie. Partono giovani e giovani adulti, studenti che vanno a frequentare corsi di specializzazione o anni di liceo. Partono gli anziani.”

Lo ha spiegato  Guerino Di Tora, presidente della Fondazione Migrantes, presentando Rim Junior 2017-2019”  della Migrantes.

Il nuovo fronte di approfondimento e di supporto all’educazione interculturale con specifici strumenti culturali dedicati ai bambini e ai ragazzi della Migrantes  vede vari progetti tra cui “Il Mondo in Gioco. L’intercultura spiegata ai bambini” e il  progetto “Amici della Terra. Vivere nel rispetto del Creato che si rivolge al complesso tema del rispetto del Creato a partire dall’Enciclica Laudato si’. E poi, dalla più che decennale esperienza maturata attraverso il Rapporto Italiani nel Mondo, nel 2017 è nato Il Racconto degli Italiani nel Mondo (RIM Junior) nella consapevolezza che “la mobilità tutta, e quella italiana in particolare, sia un segno distintivo dell’umanità da sempre e che nel futuro la mobilità sarà sempre più protagonista della vita di ciascuno.

Lo sapevate che? E’ questa la domanda alla quale vuole rispondere questa nuova edizione  del “Rim Junior 2018-2019. Le migrazioni italiane nel mondo raccontate ai ragazzi” .

Una serie di storie di migrazione adatte ai giovanissimi con curiosità come perché ad Amsterdam c’è una strada dedicata ai banchieri lombardi e come mai ad Alessandria d’Egitto tutti volevano le balie italiane. Chi ha costruito il primo grattacielo a San Paolo e perché i giovani italiani a Sydney vogliono raccogliere zucche per 88 giorni.

Si potranno leggere le affascinanti avventure delle spie di Shangai che sapevano pilotare gli aerei e le storie avvincenti dei pescatori che andarono a Wellington, all’altro capo del mondo, e impararono l’inglese e il maori. E ancora chi era la modella di Parigi che si trasformò in pittrice e chi la dottoressa che curava tutte le donne di Tangeri. Perché a Cracovia le verdure hanno nomi italiani, chi fu l’uomo che inventò la berlina e qual era la colazione “politicamente corretta” dei bambini della Little Italy di New York.

Tra le storie quella di Giovan Battista Castiglione, un giovane intellettuale arrivato dall’Italia, che a Londra, nel 1544 fu nominato “maestro di insegnar la lingua italiana” di una piccola allieva undicenne di sangue reale. Il suo nome era Elisabetta Tudor, figlia di Enrico VIII, destinata a diventare una delle più grandi regine d’Inghilterra.

Ad Amsterdam molte le scuole con il metodo di Maria Montessori. Durante il periodo fascista, infatti, Ada Pierson, figlia di un banchiere olandese, invitò la grande pedagoga italiana a trasferirsi a Laren, vicino Amsterdam. Il suo metodo educativo ebbe un grande successo in Olanda e già all’inizio degli anni Trenta si contavano più di 200 scuole Montessori.

Un libro ricco di storie grazie al lavoro di Daniela Maniscalco che ha scritto i testi, dell’illustratrice Carmela D’Errico, della direzione artistica di Mirko Notarangelo del coordinamento scientifico di Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes.

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