San Giuseppe, Papa Francesco approva nuove litanie

Nel giorno in cui la Chiesa celebra San Giuseppe Lavoratore e nell’Anno dedicato a San Giuseppe, Papa Francesco approva nuove litanie per invocare il padre putativo di Gesù

La statua di San Giuseppe nella Basilica di San Giuseppe al Trionfale, a Roma
Foto: Facebook Basilica San Giuseppe al Trionfale - Opera Don Guanella
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Da oggi, San Giuseppe potrà essere invocato anche come “Custode del Redentore”, “Servo di Cristo”, “Ministro di Salvezza”, “Sostegno nelle difficoltà” e “Patrono degli esuli, degli afflitti e dei poveri”. Papa Francesco ha approvato, infatti, nuove litanie per San Giuseppe, che 150 anni fu proclamato da Pio IX patrono della Chiesa e del quale si sta celebrando un anno speciale indetto da Papa Francesco. Inoltre, permette alle Conferenze Episcopali locali di introdurre, a loro “prudente giudizio” e “al luogo opportuno e conservando il genere letterario”, altre “invocazioni con la quali San Giuseppe è particolarmente onorato nei loro Paesi”.

La notizia delle nuove litanie è stata comunicata alle conferenze episcopali dalla Congregazione per il Culto Divino, con una lettera del segretario, l’arcivescovo Arthur Roche e dal sottosegretario Maggioni (è tuttora vacante il posto di prefetto dopo le dimissioni del Cardinale Sarah lo scorso 20 febbraio).

Nella lettera, si legge che “nel centocinquantesimo anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale patrono della Chiesa universale, il Santo Padre Francesco ha reso nota la Lettera Apostolica Patris Corde, con l’intento di ‘accrescere l’amore verso questo grande Santo, per essere spinti a implorare la sua intercessione e per imitare le sue virtù e il suo slancio’.”

Per questo, continua la lettera, “è parso opportuno aggiornare le Litanie in onore di San Giuseppe, approvate nel 1909 dalla Sede Apostolica integrandovi sette invocazioni attinte dagli interventi dei Papi che hanno riflettuto su aspetti della figura del Patrono della Chiesa universale”.

In particolare, il titolo – nell’originale latino - “Custos Redemptoris” si trova nell’esortazione apostolica di Giovanni Paolo II Redemptoris Custos del 1989; quello di “Serve Christi” in una omelia di Paolo VI del 1966 citata sia nella Redemptoris Custos che nella Patris Corde di Papa Francesco; “Minister Salutis” è una invocazione di San Giovanni Crisostomo; e “Fulcimen in difficultatibus” e “Patrone exsulum, afflictorum Pauperum” si trovano entrambi nella Patris Corde di Papa Francesco, con la quale si indiceva l’anno di San Giuseppe.

Specifica la lettera della Congregazione del Culto Divino che “le nuove invocazioni sono state presentate al Santo Padre Francesco che ne ha approvato l’integrazione nelle Litanie di San Giuseppe”, e che sarà dunque “compito delle Conferenze dei Vescovi disporre la traduzione delle Litanie nelle lingue di loro competenza e pubblicarle; tali traduzioni non avranno bisogno di conferma della Sede Apostolica”.

Le litanie di San Giuseppe furono approvate da Pio X, il quale invitò i fedeli a onorarlo nel giorno del mercoledì, a lui dedicato. I Papi dell’ultimo secolo e mezzo hanno tutti mostrato una particolare devozione per il padre putativo di Gesù.

Leone XIII fu il primo Papa della storia a dedicare al padre putativo di Gesù una intera enciclica, la Quamquam Pluries, che conteneva anche la preghiera “A te, o beato Giuseppe” e varie indulgenze.

Pio IX non solo proclamò San Giuseppe Patrono della Chiesa, ma accompagnò il culto di San Giuseppe, che si era sviluppato in vari concili provinciali alle metà del XIX secolo, con varie iniziative. Alcune vanno ricordate: estese le indulgenze alla preghiera dei Sette dolori e allegrezze di San Giuseppe, e – su richiesta dell’arcivescovo di Modena e di altri otto vescovi italiani – concesse indulgenze a quanti consacrano loro stessi e la loro famiglia e San Giuseppe e praticano qualsiasi forma di devozione a San Giuseppe approvata dalla Chiesa; approvò anche la formula di benedizione del Cordone o cingolo di San Giuseppe, devozione che risale al XVII secolo; e concesse alla Cina e ai regni adiacenti che le indulgenze concesse per il mese di Maria siano concesse anche per il mese di San Giuseppe, ovvero marzo; acconsentì il 12 marzo 1869  che si incoronasse “a suo nome” la statua di San Giuseppe venerata a Bruxelles nella Chiesa dei Padri Carmelitani.

Benedetto XV dedicò a San Giuseppe patrono della Chiesa Cattolica il motu proprio Bonum Sane, mentre Pio XI più volte ha evidenziato che la missione di San Giuseppe era al di sopra di tutte le altre missioni, compresa quella di San Giovanni Battista e di San Pietro.Pio XII istituì la festa di San Giuseppe Artigiano l’1 maggio, e Giovanni XXIII lo nominò patrono del Concilio Vaticano II con la lettera apostolica Le Voci che è anche uno straordinario sunto della devozione a San Giuseppe nel mondo.

Giovanni Paolo II ha dedicato a San Giuseppe l’esortazione apostolica Redemptoris Custos, “Il Custode del Redentore”, mentre Benedetto XVI ne ha più volte sottolineato l’eccellenza delle virtù. Non solo: ne ha parlato anche da Papa emerito in una delle brevi omelie che tiene a braccio, nella cappella del monastero Mater Ecclesiae, la domenica mattina per pochi intimi, in cui esaltò San Giuseppe come “uomo pratico”.

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