San Marco, Moraglia: "Festa segnata dal sapore amaro delle violenze e delle crudeltà"

Ieri omelia del Patriarca in occasione della festa patronale di Venezia

Il Patriarca di Venezia, Mons. Francesco Moraglia
Foto: Patriarcato di Venezia
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“Anche la ricorrenza annuale del nostro patrono, l’evangelista Marco, ha il sapore amaro delle violenze e delle crudeltà di una guerra insensata che, da due mesi, insanguina l’Ucraina e ferisce l’intera umanità. All’intercessione di san Marco – raffigurato da un leone con un libro aperto su cui si leggono le parole “Pax tibi Marce…” - affidiamo la nostra invocazione e speranza di pace, da associare alla verità, alla giustizia e alla pietà. Preghiamo, soprattutto, perché cessi l’uso delle armi e la violenza e così si possa dare sollievo alle persone, in particolare alle più fragili e provate”. Lo ha detto il Patriarca di Venezia, Monsignor Francesco Moraglia, nell’omelia di ieri per la Messa in occasione della Festa patronale di San Marco.

Marco – ha ricordato il Patriarca - non proclama tanto i doveri o le norme morali da rispettare o un programma pastorale, ma è tutto proteso ad annunciare una persona: Gesù Cristo”.

“La sorprendente attualità di Marco – ha proseguito Monsignor Moraglia - si evidenzia anche nella chiusura del Vangelo, dove si proclama la risurrezione di Cristo e si apre all’evangelizzazione e alla testimonianza dei cristiani. L’annuncio kerigmatico è ciò che deve toccare oggi il cuore di ogni comunità ecclesiale, di ogni battezzato, di ogni discepolo del Signore. Si tratta, in particolare, di riscoprire la forza del sacramento del battesimo”.

“Il cristianesimo – ha concluso - non è prima di tutto una morale, né una progettazione pastorale o una visione psicologica e sociale; è il risultato dell’incontro con Gesù. E ricevere la missione di Gesù è il frutto di una fede ben radicata nel sacramento del battesimo in cui troviamo contenuta tutta la realtà sacramentale della Chiesa ed anche la vocazione delle singole persone che scaturisce dall’iniziazione cristiana. Ogni vocazione nella Chiesa è, in fondo, l’espressione di questa realtà sacramentale in cui ogni uomo e ogni donna sono chiamati ad inscrivere i differenti aspetti della figliolanza divina di Cristo nella loro storia personale e comunitaria. Battesimo, confermazione, eucaristia, matrimonio, ordine sacro, penitenza e unzione degli infermi sono davvero quelle realtà che scrivono nelle diverse vicende della vita il Cristo in noi”.

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