San Vincenzo de' Paoli, un gigante della carità

San Vincenzo de' Paoli
Foto: Wikicommons
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La storia che stiamo per raccontare ha del meraviglioso e dell'avvincente che davvero si fa fatica a credere se non fosse storicamente documentata. Ha la sua origine nella Francia della fine del 1500 e termina nella seconda metà del 1600 e racconta la storia di un uomo che non è stato solo un santo bensì un “gigante della Carità”. Quest'uomo si chiama Vincenzo de Paoli e nasce in una famiglia di origini assai modeste ma molto timorata di Dio. in un piccolo villaggio della Francia, precisamente a Puy.

Fin da piccolo, vista la povertà della famiglia, Vincenzo porta le pecore al pascolo ma viste le sue attitudini alla vita interiore sente che il Signore lo chiama ad altro. Trovate provvidenzialmente le risorse e le conoscenze adatte viene ordinato sacerdote nel settembre del 1600 ed inviato parroco in una piccola parrocchia della sua diocesi. Ma ciò non gli era sufficiente.

Così si dà da fare e si laurea in teologia. Dopo varie assegnazioni e passando per un naufragio nel quale viene venduto come schiavo Vincenzo comprende che ciò che veramente conta nella sua esistenza è servire i poveri. Questo lo ha scoperto guardando con i suoi occhi veloci e rapidi nelle miserie della gente che andava a visitare in giro per le strade piccole e malmesse della sua cittadina per cui perderà definitivamente il sonno pur di alleviarne le pene.

Arriverà addirittura a rifiutare un posto alla corte come confessore dei principe per non staccarsi dai suoi amati nei quali rivede "il dolce e provocante sguardo di Cristo”.

Da qui le sue più grandi intuizioni: fonderà la prima forma di caritas diocesana assistendo i poveri più poveri; darà vita alla congregazione dei padri vincenziani (1625), una congregazione di suore insieme a Luisa de Marillac(1633) ed infine un terz'ordine di laici impegnati nel sociale ovvero le conferenze che successivamente dopo assumeranno il suo nome .
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Consumato dalla malattie e dal grande lavoro apostolico morirà nel 1660 rimpianto da chi aveva avuto non solo il dono del suo sguardo ma la dolcezza del suo abbraccio.

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