Santa Sede all’ONU: “Le religioni, agenti indispensabili per la pace”

Il Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite
Foto: Andrea Gagliarducci / ACI Group
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Ripercorrendo punto per punto il discorso di inizio anno di Papa Francesco al corpo diplomatico accreditato, la missone della Santa Sede alle Nazioni Unite rimarca l’importanza delle religioni nella promozione della pace nel mondo.

L’intervento è stato letto da monsignor Tomasz Gysa, primo consigliere della Missione della Sant Sede presso le Nazioni Unite di New York, lo scorso 13 gennaio, in un incontro sul “Ruolo del dialogo interreligioso e interculturale nella pace e nella sicurezza” sposnsorizzato dalla Missione di Ungheria presso le Nazioni Unite.

“Le religioni del mondo sono agenti indispensabili – ha detto monsignor Gysa – nel lavorare individualmente, ma specialmente insieme, nell’avanzare la causa della pace e della sicurezza nel mondo”.

E lo fanno – ha aggiunto – “precisamente quando ci aiutano a ricordare e apprezzare questo fragile dono della pace e a pregare per questo dono; nel cercare attraverso l’insegnamento e l’esempio di ispirare milioni di credenti e non credenti a sollevarsi per affrontare questa sfida in ogni generazione. E per manifestare l’impegno passionale, paziente, perseverante nel lavoro cruciale della costruzione alla pace”.

Monsignor Gysa cita anche le sette condizioni per la pace menzionate da Papa Francesco: la difesa e la promozione della piena visione della persona umana e della dignità umana; la seconda condizione di combattere l’ingiustizia e andare alle radici delle cause della discordia; quindi, l’impegno a rispondere in maniera non violenta alle sofferenze patite; la cultura e la pratica del perdono; lo sforzo nell’educazione e nell’assistenza sociale, che va insieme all’impegno nella cooperazione dell’individuo e della società; e infine, il coinvolgimento politico e morale non solo alla sicurezza, ma anche alla crescita.

 

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