Santa Sede e Mauritania: si aprono le relazioni diplomatiche

Una veduta di Nouakchott, la capitale della Mauritania
Foto: PD
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Non sono più quindici le nazioni con le quali la Santa Sede non ha rapporti diplomatici. La Santa Sede ha infatti annunciato oggi che stabilirà un nunzio apostolico in Mauritania, e la Mauritania a sua volta un ambasciatore presso la Santa Sede. Ci saranno così piene relazioni diplomatiche con la Repubblica islamica del continente africano.

Si estende così la rete diplomatica della Santa Sede, mentre ancora si sta trattando per aprire relazioni diplomatiche con il Vietnam (con la quale sono in corso colloqui da anni, e dove c’è un rappresentante permanente), e con la Cina. Ma non sono solo Vietnam e Cina gli Stati con cui la Santa Sede non intrattiene rapporti. Ci sono anche Afghanista, Arabia Saudita, Bhutan, Birmania, Brunei, Isole Comore, Corea del Nord, Laos, Maldive, Oman, Somalia e Tuvalu.

Ufficialmente una Repubblica islamica, e secondo la legge nazionale convertirsi dall’Islam ad un’altra religione o rinunciare all’Islam è considerato apostasia. I cristiani non possono svolgere lì alcuna opera di evangelizzazione, e non possono né stampare né vendere Bibbie (ma il possesso della Bibbia non è reato). Sebbene senza possibilità di evangelizzare, la Chiesa è libera di fare azione pastorale, può gestire asili e strutture sanitarie, biblioteche e centri culturali. Non può aprire scuole.

I missionari arrivarono in Mauritania per caso nel 1778, dopo un naufragio a Nouadhibou di una nave diretta verso la Guyana, che trasportava anche padre Deglicourt e Bertout, due sacerdoti della Congregazione dello Spirito Santo, e lì padre Deglicourt esercitò per alcuni anni il ministero, mentre in seguito la Mauritania fu inclusa nella giurisdizione della prefettura apostolica del Senegal, oggi diocesi di Saint Louis.

Oggi, c’è una sola diocesi, Nouakchott, che ha giurisdizione su tutto il territorio del Paese, eretta nel 1965. Conta sette parrocchie. La presenza cattolica in Mauritania conta 4500 battezzati, lo 0,2 per cento della popolazione (il 95 per cento della popolazione è musulmana). In pochi sono cristiani autoctoni. La maggioranza sono stranieri provenienti dall’Europa, dal Senegal, il Mali, il Benin, il Togo e al Repubblica Democratica del Congo. Alcuni vi sono rimasti oltre trent’anni. Il vescovo di Nouakchott, Martin Albert Happe, ha detto una volta che questi “hanno figli e nipoti in ricerca vocazionale”.

La Mauritania non ha una conferenza episcopale propria, e il vescovo Happe fa parte della  Conferenza dei Vescovi del Senegal, della Mauritania, di Capo Verde e di Guinea Bissau (Conférence des Evêques du Sénégal, de la Mauritanie, du Cap-Vert et de Guinée-Bissau). Tra i presidenti della Conferenza Episcopale, si conta anche il Cardinale Theodore Adrien Sarr e Hyacinte Thiandum.

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