Santa Sede, Papa Francesco approva il bilancio. Atteso un deficit di 49,7 milioni

Dopo la riunione del Consiglio per l’Economia del 16 febbraio, il Papa ha approvato il bilancio del 2021

la Basilica di San Pietro
Foto: Bohumil Petrik / CNA
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La Santa Sede attende un deficit di 49,7 milioni di euro nel 2021. Una cifra fortemente influenzata dalla crisi del coronavirus, che ha portato anche a una riduzione dei proventi dagli affitti commerciali, nonché ad un minore guadagno dagli asset. Ma una cifra mitigata anche dai 30,3 milioni arrivati dall’Obolo di San Pietro, Lo sottolinea una nota della Segreteria per l’Economia, che comunica che Papa Francesco ha approvato il bilancio della Santa Sede del 2021 discusso al Consiglio per l’Economia del 16 febbraio.

C’è da dire che la nota presenta alcune cifre, ma non chiarisce molto sui dati di bilancio. In più, manca ancora un bilancio dello Stato di Città del Vaticano, che non viene presentato dal 2016 (il bilancio 2019 della Santa Sede era stato invece già reso noto l’1 ottobre 2020), e che subirà anche questo il tremendo impatto della crisi da coronavirus: la chiusura dei Musei Vaticani, con tutte le attività di merchandising correlate, si prevede che abbiano creato un buco di circa 100 milioni di euro. Un buco imponente, se si considera che l’attivo del Governatorato era dovuto soprattutto agli introiti dei Musei. Tanto che il governatorato ha dovuto drasticamente ridurre la somma che dava alla Santa Sede.

La Santa Sede si aspetta di guadagnare nel 2021 260,4 milioni di euro, e di spendere 310 milioni di euro, con un deficit appunto da 49,7 milioni di euro. Per la prima volta, nel bilancio viene incluso l’Obolo di San Pietro e i fondi ad esso dedicati, che generano entrate per 47,3 milioni e donazioni per 17 milioni, con un bilancio netto di 30,3 milioni.

Dunque, senza l’aiuto dell’Obolo, il deficit della Santa Sede sarebbe addirittura di 80 milioni. Le entrate operative sono scese del 21 per cento (48 milioni di euro) rispetto al 2019, a causa della riduzione delle attività commerciali e immobiliari, nonché delle donazioni e contributi. La politica dei tagli – che ha visto un drastico taglio dei viaggi di lavoro, la cancellazione di tutte le plenarie, l’estinzione dei contratti a tempo determinato – ha generato un risparmio del 14 per cento.

La Segreteria per l’Economia sottolinea che la sicurezza degli impiegati “continua ad essere una priorità” – sono circa 5000, divisi tra Santa Sede e Vaticano.

Nel 2021, il 68 delle spese totali sarà dedicato al sostegno della missione apostolica, vale a dire a sostegno delle 125 missioni diplomatiche residenti, della comunicazione del Papa e di altre attività della missione. Il 17 per cento delle entrate sarà destinato alla gestione del patrimonio e altri asset, mentre il 15 per cento all’amministrazione e attività di servizio.

“Se il livello di donazioni resta come atteso, il deficit sarà coperto con le riserve della Santa Sede”, conclude la Segreteria per l’Economia.

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