Sant'Alfonso Maria de Liguori e la Comunione spirituale

In tempi di Coronavirus si può compiere tale pratica rimanendo con il Signore nel Sacramento Eucaristico nella propria abitazione

Sant'Alfonso M. de Liguori
Foto: pubblico dominio
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In questi giorni, in cui molti cattolici, purtroppo, sono impossibilitati a ricever l'Eucarestia, a causa della diffusione del Coronavirus, giova ricordare che, nella ascesi cattolica, accanto alla Comunione sacramentale, insostituibile cibo dell'anima, vi è anche quella spirituale.

La pratica, secondo San Tommaso di Aquino, consiste in un desiderio ardente di ricevere Gesù Sacramentato ed in un abbraccio amoroso, come se già si fosse ricevuto.

In virtù di ciò, se si è impediti, materialmente, a ricevere il Sacramento eucaristico, ci si può comunicare spiritualmente.

A conferma di questa unione spirituale, nel Vangelo di San  Giovanni, si legge che:”Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”.

Consigliata e avallata dal Concilio di Trento fu raccomandata da numerosi santi che invitavano, i propri figli  a comunicarsi, anche diverse volte al giorno, utilizzando questa modalità.

Sant'Alfonso Maria de Liguori la consigliò, vivamente, ai suoi devoti, inserendola nel suo testo dedicato alle Visite al Santissimo Sacramento ed a Maria Santissima.

Il fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore dimostrò, sempre, una grande devozione per l'Eucarestia e fu molto legato a tale devozione, sia a livello personale che comunitario.

Per i giovani novizi del nascente Istituto missionario, compose quel libretto e con amore ne divulgò la diffusione e la pratica ivi contenuta.

I devoti del santo napoletano ed i primi Redentoristi, ogni giorno, facevano un'ora di Adorazione Eucaristica che terminava, sempre, con il ricordo a Maria e la Comunione spirituale.

San Pietro Fabro, primo compagno di Sant'Ignazio di Loyola, diceva che:”per far bene la comunione sacramentale giova, sommamente, il comunicarsi spiritualmente.

Altri Mistici e santi come San Francesco di Sales, la beata Angela della Croce ne hanno sperimentato gli effetti altamente preziosi e salutari per l'anima.

In pratica, la comunione spirituale consiste nel raccogliersi spiritualmente, dicendo:

“Gesù mio, credo che tu stai nel Santissimo Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell'anima mia. Giacchè ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto io ti abbraccio e tutto mi unisco a te. Non permettere che io mi abbia a separare da te.

Oppure si può recitare:

Ti credo ,Gesù, nel Santissimo Sacramento ti amo e ti desidero. Vieni nel mio cuore. Io ti abbraccio non ti partire più da me.

Essa è consentita, in più momenti della giornata, ma non più di una volta in un'ora.

Questa forma liturgica, come evidenziato, non potrà sostituire la comunione sacramentale, però consentirà, di poter continuare quel colloquio, ricco di grazie spirituali, che il Cristo continuerà ad operare, in virtù del Sacramento Eucaristico, ricevuto anche solo spiritualmente.

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