Santo Stefano, Papa Francesco: "La violenza è sconfitta dall’amore"

Francesco ricorda nell'Angelus i tanti martiri di ieri e di oggi

Papa Francesco
Foto: Vatican Media - ACI Group
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

"Nel clima gioioso del Natale, questa memoria del primo cristiano ucciso per la fede potrebbe apparire fuori luogo. Tuttavia, proprio nella prospettiva della fede, l’odierna celebrazione si pone in sintonia con il vero significato del Natale". Lo ha detto il Papa nel corso dell'Angelus, in occasione della Festa di Santo Stefano protomartire.

Con la sua morte - ha detto ancora Francesco - Santo Stefano dimostra come "la violenza è sconfitta dall’amore, la morte dalla vita: questo giovane servitore del Vangelo, pieno di Spirito Santo, ha saputo narrare Gesù con le parole, e soprattutto con la sua vita. Guardando a lui, impariamo che la gloria del Cielo, quella che dura per la vita eterna, non è fatta di ricchezze e potere, ma di amore e donazione di sé".

"Per noi cristiani - ha proseguito il Pontefice - il cielo non è più lontano, separato dalla terra: in Gesù, il Cielo è disceso sulla terra. E grazie a Lui, con la forza dello Spirito Santo, noi possiamo assumere tutto ciò che umano e orientarlo verso il Cielo. Così che la prima testimonianza sia proprio il nostro modo di essere umani, uno stile di vita plasmato secondo Gesù: mite e coraggioso, umile e nobile, non violento".

Santo Stefano "ci insegna ad annunciare Cristo attraverso gesti di fraternità e di carità evangelica. La sua testimonianza, culminata nel martirio, è fonte di ispirazione per il rinnovamento delle nostre comunità cristiane, chiamate a diventare sempre più missionarie, tutte protese all’evangelizzazione, decise a raggiungere gli uomini e le donne nelle periferie esistenziali e geografiche, dove più c’è sete di speranza e di salvezza. Comunità che non seguono la logica mondana, che non mettono al centro sé stesse, la propria immagine, ma unicamente la gloria di Dio e il bene della gente, specialmente dei piccoli e dei poveri".

Concludendo il pensiero del Papa è andato a "tutti i martiri di ieri e di oggie oggi sono tanti!". Francesco ha invitato tutti "a sentirci in comunione con loro, e a chiedere a loro la grazia di vivere e morire con il nome di Gesù nel cuore e sulle labbra".

Al termine dell'Angelus il Papa ha pregato per le vittime provocate dal tifone che si è abbbattutto in questi giorni sulle Filippine. Da Francesco anche il grazie per i tanti messaggi di buon Natale ricevuti. 

 

Ti potrebbe interessare