Scholas Occurrentes, l'educazione secondo Papa Francesco

Il Papa con le Scholas Occurentes
Foto: L'Osservatore Romano
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Un happening come sempre l’incontro delle Scholas Occurrentes in Vaticano con il Papa. Testimonianze, canti, doni, premiazioni di vip che si dedicano alla beneficienza e soprattutto trenta ragazzi collegati da diverse parti del mondo che hanno parlato con il Papa via web. 

Le risposte del Papa sono quelle che battano sui temi a lui cari. “E’ necessario favorire un clima di incontro e di comunicazione sono importanti in un mondo che  corre sempre il rischio di separarsi. Serve a favorire l’amicizia sociale e la cultura dell’incontro” ha detto. Ma ha anche messo in luce i drammi: "nel mondo di  oggi vedo una profonda crudeltà: il mondo e’ crudele, capace di massacrare i piccoli", ha detto commentando l’immagine di "un bambino massacrato, colpito sulla testa".

Tra le risposte anche una sul suo impegno come Pontefice: "Non ho mai pensato di smettere di  fare il Papa ne’ di lasciare per le troppe responsabilita’, in  realta’ non pensavo neppure che mi avrebbero scelto ma da quel  momento mi sono sentito in pace, per natura sono un po’  incosciente e quindi continuo".

Francesco ha ricordato il suo viaggio in Centrafrica, messo in evidenza tre punti fermi per costruire la pace : “il linguaggio, l’accettazione e  la pazienza della tolleranza", e ha parlato in particolare del dialogo: “c’è bisogno di abbassare livelli di aggressività, serve mansuetudine, camminare insieme”.

Dopo i lavori di questi giorni in serata all’Olimpico una nuova "partita per la pace’.

L’idea di “Scholas Occurentes” è nata già quando Bergoglio era cardinale a Buenos Aire, una rete per aiutare i ragazzi di tutto il mondo ad avere una educazione dignitosa. Ora è una Fondazione Vaticana e collega in rete numerose scuole popolari in America Latina e anche in altri continenti.

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