Scienza e fede: Luigi Galvani, terziario francescano

Rifiutò di giurare fedeltà a Napoleone e per questo perse la sua cattedra universitaria

Luigi Galvani
Foto: pd
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Il 4 dicembre 1798 spirava Luigi Galvani. A Bologna una piazza è dedicata alla sua memoria ed un liceo ne porta il nome, tanto fu grande la sua opera di studioso e ricercatore. 

Anatomista, e padre dei primi studi sull’elettricità biologica il nome dello scienziato è ricordato per gli studi operati sopra le diverse branche del sapere, effettuate durante la propria attività. 

Nato il 9 settembre 1737, è figlio di una buona famiglia.  

La prima formazione culturale e religiosa del ragazzo è affidata ai Padri filippini, fondati da San Filippo Neri, i quali fanno emergere gli interessi scientifici dell’adolescente.  

Compiuti gli studi di Medicina e Chirurgia si dedica allo studio dei primi fenomeni fisici, ricoprendo incarichi di prestigio.  

Vista la preparazione culturale, presto diviene professore all’Università di Bologna nella quale si distingue per la modernità dell’insegnamento e per la rapidità delle conclusioni. 

Nel 1764 si sposa con Lucia Maddalena Galeazzi. In questo periodo il desiderio di formarsi una famiglia è parte del suo presente.  

La moglie non solo aiuterà il marito nel lavoro, ma sarà una compagna fedele e di grande fede.  

In questi anni si dedica allo studio, avendo come modello di riferimento il suocero anch’egli professionista di grande erudizione.  

Se il progresso e gli studi aumentano il proprio prestigio personale, chi vive con lui lo ricorda come un uomo di grande cordialità ed umiltà.  

La vita lo conduce sulle strade della fede, abbracciando la spiritualità del Terz’ordine francescano e vestendone l’abito. Terminato l’anno di noviziato il 19 giugno 1780 ne professa la regola. 

Nel 1780 presso la chiesa di San Paolo in Monte che, tutt’ora, conserva una lapide in ricordo, emette la propria professione.  

Una fede, autentica e sincera, manifestata anche nel rifiuto di giurare fedeltà all’esercito napoleonico durante la campagna d’Italia, gli fece perdere la cattedra. Correva il 1797. 

Cercando l’uomo e le leggi che ne reggono l’esistenza gli studi del Galvani conducono al mistero insoluto che ha il nome di Assoluto ed alla cui fede, lo scienziato si è ispirato lungo il corso dell’intera esistenza. 

 

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