Sempre più slancio missionario per la Università Cattolica, una lettera di Parolin

La sede milanese dell' Università cattolica
Foto: pd
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Alla luce del Sinodo, “appare necessario «un rinnovamento e rilancio delle scuole e delle università» secondo criteri di orientamento missionario, «quali: l’esperienza del kerygma, il dialogo a tutti i livelli, l’interdisciplinarità e la transdisciplinarità, la promozione della cultura dell’incontro, l’urgente necessità di “fare rete” e l’opzione per gli ultimi, per coloro che la società scarta e getta via». Tali obiettivi si possono raggiungere solo con la «capacità di integrare i saperi della testa, del cuore e delle mani» “.


E’ quanto scrive il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin in una lettera inviata all’ arcivescovo
Mario Delpini, Presidente dell’Istituto di Studi Superiori “Giuseppe Toniolo”, in occasione della 95.ma “Giornata per l’Università Cattolica” che si celebra domani.

Una realtà educativa la cui matrice cattolica “lungi dall’essere motivo di limitazioni, costituisce una formidabile apertura all’universale ricerca della verità e del bene, offre un consolidato paradigma di accoglienza e cura degli studenti, incoraggia un costante impegno, anche nell’ottica della stessa missione, per costruire il bene comune e affrontare le grandi sfide del nostro tempo, soprattutto in ordine all’ambiente, alla mobilità umana, alle diverse forme di discriminazione, di ingiustizia e povertà”.

Nuovo slancio missionario quindi in seno alla Chiesa e a fianco del Papa che “segue con attenzione e premura l’impegno educativo della comunità ecclesiale e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore” e con  “l’auspicio che il ricco materiale emerso nel corso del Sinodo dedicato ai giovani possa offrire nuovi e ancor più forti motivi di impegno per la missione dell’Ateneo dei cattolici italiani. Affinché si possa continuare a sostenere anche gli studenti meritevoli, ma con minori possibilità, non mancherà, anche in questa occasione, il contributo che Sua Santità ha deciso di destinare a codesto benemerito Istituto di Studi Superiori” conclude la lettera del cardinale Parolin. 

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