Senzatetto e poveri, accordo tra le 10 Caritas della Lombardia e l’Inps

La convenzione è stata sottoscritta dal direttore della Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, in qualità di delegato delle Caritas lombarde; il direttore regionale dell’Inps, Giovanni di Monte, e il direttore del Coordinamento metropolitano di Milano, Mi

Il momento della firma
Foto: Caritas Ambrosiana
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“L’integrazione tra aiuti pubblici e privati ha offerto durante i mesi della pandemia una rete di protezione fondamentale ai tanti impoveriti dal Covid che hanno visto precipitare i loro redditi al punto da non riuscire più a soddisfare bisogni primari. Proprio sulla scorta di questa esperienza è nata l’idea di avviare in Lombardia il progetto ‘Inps x tutti – Rete Agile di welfare”. Cosi si legge in un comunicato diffuso dalla Caritas Ambrosiana a nome delle Caritas lombarde.

I soggetti attuatori del programma sono, da un lato, le Caritas delle dieci diocesi lombarde (Bergamo, Brescia, Como, Crema, Cremona, Lodi, Mantova, Milano, Pavia, Vigevano), all’altro, la Direzione regionale Lombardia dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (Inps).

La convenzione è stata sottoscritta dal direttore della Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, in qualità di delegato delle Caritas lombarde; il direttore regionale dell’Inps, Giovanni di Monte, e il direttore del Coordinamento metropolitano di Milano, Michele Salomone.

L’accordo sottoscritto nell’ambito del protocollo nazionale “Inps per tutti”, estende a tutto il territorio regionale l’intesa già avviata a marzo all’interno della città metropolitana tra funzionari dell’istituto di previdenza e volontari delle Caritas parrocchiali.

“Ci siamo accorti che molte delle persone che hanno diritto a delle misure previdenziali non lo sapevano– spiega Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana- e l’accordo ora siglato faciliterà molto l’accesso a questi diritti”.

“I 672 centri di ascolto, presenti nelle 3060 parrocchie delle 10 diocesi lombarde, in cui operano circa 8mila volontari, diventeranno la porta di accesso di un sistema di welfare integrato per i soggetti più deboli”, si legge ancora nella nota.

"I volontari saranno formati sulle misure di sostegno erogate dall’Istituto e avranno a disposizione un canale di comunicazione privilegiato con i funzionari. Inoltre per la risoluzione di casi di maggiore delicatezza, i volontari dei centri di ascolto potranno richiedere appuntamenti in presenza con il personale dell’INPS, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale", spiega ancora la Chiesa di Milano.

 

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