Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, il sussidio viene dalla Svizzera

Dagli Anni Trenta, la comunità di Grandchamp riunisce suore di tutte le confessioni cristiane per sperimentare preghiera e silenzio. È stata scelta per scrivere il sussidio di quest’anno

I partecipanti ad uno degli incontri a Grandchamp del Comitato internazionale che ha preparato il sussidio per la Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani 2021
Foto: pd
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Hanno cominciato a lavorarci nel settembre 2019, e ora che si è nella Settimana dopo Pentecoste, periodo in cui molte Chiese cristiane pregano per l’unità, il loro lavoro è finalmente pronto: il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani ha pubblicato il sussidio di preghiera per la Settimana di Unità dei Cristiani del 2021, curato dalla Comunità di Grandchamp in Svizzera, che ne ha scelto anche il tema, tratto dal Vangelo di Giovanni: “Rimanete nel mio amore e porterete molti frutti”.

Il sussidio è una proposta, che poi ogni singola comunità può adattare. Tradizionalmente, la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani si tiene tra il 18 e il 25 gennaio, secondo una proposta che fu avanzata nel 1908 da padre Paul Watson, perché le due date comprendono simbolicamente la Festa della Cattedra di San Pietro e quella dalla Conversione di San Paolo. Ci sono stati vari precedenti illustri, ma fu solo a partire dal 1968, con Paolo VI e con gli sviluppi ecumenici dettati anche dal Concilio Vaticano II, la Settimana comincia a strutturarsi con un tema e con varie attività, tra cui la presenza del Papa per i Vespri nella Basilica di San Paolo Fuori Le Mura, tradizionalmente dedicata al dialogo ecumenico.

Nel 2019, fu un gruppo ecumenico di Malta a occuparsi della redazione del sussidio di preghiera, nel 2018 furono i cristiani dell’Indonesia e nel 2016 furono i cristiani di Lettonia a curarlo.

Quest’ano, la scelta è caduta sulla Comunità di Grandchamp, che ha sede nei prossi di Neuchatel, nella Svizzera francese. Sin dall’inizio, la comunità ha avuto stretti legami con la Comunità di Taizé e con l’Abbé Paul Couturier, figura fondamentale nella storia della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.

Le suore hanno scelto come tema “Rimanete nel mio amore e porterete molti frutti”. Ma è tutto il brano del Vangelo di Giovanni ad essere meditato negli otto giorni di preghiera per l’Unità dei cristiani, strutturata nel sussidio proprio come la vita della comunità monastica, con le sue veglie e i suoi ritmi.

Così, nel primo giorno si medita sulla chiamata di Dio, nel secondo giorno c’è la meditazione sulla maturazione interiore, nel terzo giorno si prega per formare un solo corpo. I temi dei giorni successivi sono pregare insieme, essere trasformati dalla Parola, accogliere gli altri, crescere in unità, riconciliarsi con la creazione.

Attualmente ci sono circa 50 sorelle nella comunità, e la maggior parte di loro vivono a Grandchamp, mentre altre vivono in Sonnenhof e altre ancora in diversi posti. Sono presenti in Svizzera, in Olanda e in Francia, e si dedicano alla preghiera per la riconciliazione dei cristiani e per la cura del creato.

Nell loro sussidio, le suore si ispirano a Dorotheus di Gaza, monaco palestinese del VI secolo, e invitano a comprendere che quando ci si avvicina a Dio nella vita spirituale, allora ci si avvicina anche ai nostri fratelli e alle nostre sorelle in Cristo, provando una maggiore solidarietà con il resto del creato.

La Comunità di Grandchamp è stata formata negli Anni Trenta del secolo scorso, da donne della Chiesa protestante della Svizzera romanda conosciute come “le Signore di Morges” che hanno cominciato ad organizzare ritiri spirituali. Molto velocemente, questi ritiri si sono tradotti in una vita comunitaria.

Immediati sono stati i legami con la comunità di Taizé, perché era proprio in quegli anni che la comunità riscopriva il monachesimo tramite l’opera di Frere Roger Schutz. Tra Frere Roger e Madre Genevieve, prima priora di Grandchamp, ci fu subito un rapporto fraterno, tanto che le sorelle adottarono la regola di Taizé nel 1952.

Le cinquanta sorelle della comunità sono di diverse generazioni e tradizioni cristiane, ma restano fedeli alla vocazione originaria.

Le prima sorelle avevano sperimentato il dolore della divisione tra Chiese cristiane, e per questo cominciarono a lavorare per l’unità, incoraggiate dall’Abbè Paul Couturier.

Il primo incontro del gruppo internazionale che ha preparato il sussidio si è tenuto a Grandchamp tra il 15 e il 18 settembre 2019. Erano presenti i rappresentanti del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e i membri della Commissione Fede ed Ordine del Consiglio Mondiale delle Chiese.

Tutta la comunità è stata coinvolta nella stesura dei testi, e poi quattro sorelle sono state chiamate a far parte della commissione internazionale per stilare il sussidio definitivo. L’incontro era presieduto dal Reverendo Oldair Pedroso Mateus, direttore della Commissione Fede ed Ordine del Consiglio Mondiale delle Chiese, e da don Anthony Currer del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

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