Siamo fatti per il Cielo. Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo

Il commento al Vangelo domenicale di S.E. Monsignor Francesco Cavina

L'Ascensione di Gesù
Foto: pubblico dominio
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La Chiesa celebra oggi la solennità dell’Ascensione di Gesù al cielo. L’evangelista san Marco racconta l’evento con queste parole: Il Signore Gesù, dopo avere parlato con loro [gli apostoli], fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

L’Ascensione testimonia in maniera definitiva che la resurrezione non rappresenta per Gesù un ritorno alla vita di prima - come avvenne, invece, per Lazzaro dopo che Cristo lo aveva richiamato in vita. Gesù, con la sua resurrezione-ascensione, è passato dalla condizione che è propria di ogni uomo destinato alla morte a causa del peccato alla condizione di una vita divina ed immortale. Ma questo evento che riguarda Cristo ha risvolti straordinari anche per noi. Grazie a Lui vero uomo, la nostra natura umana è portata dentro una vita nuova. Per questo la Chiesa, all’inizio della santa Messa, ci fa pregare con queste parole: nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te .

Sant’Agostino scrive che l’Ascensione del Signore è la nostra glorificazione. Diventa allora evidente che il mistero che oggi celebriamo ci illumina sul destino finale della nostra vita. L’uomo e la creazione non sono destinati all’annientamento, ma alla vita eterna. Ci troviamo di fronte ad una rivelazione così straordinaria che non deve stupirci se facciamo fatica a crederci.

Certo, la nostra glorificazione non è ancora realizzata, ma esiste già in virtù del sacramento del Battesimo, che ci ha resi figli di Dio, e dell’Eucarestia nella quale diventiamo partecipi della vita immortale di Cristo. 

Cristo è tornato al Padre anche per preparaci un posto nel suo Regno.  Siamo così liberati dalla peggiore malattia che possa colpire l’uomo cioè la mancanza di speranza. La celebrazione dell’Ascensione, infatti, ci svela che noi siamo fatti per il cielo, dove si trova Cristo nostro Capo.

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