Siamo figli di Dio e lo siamo realmente. Battesimo del Signore

Il commento al Vangelo domenicale di S. E. Mons. Francesco Cavina

Il Battesimo di Gesù
Foto: Pd
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In quel tempo Gesù andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Così racconta il testo evangelico di questa domenica. Il Battesimo che Giovanni amministrava era un battesimo di penitenza perchè solo Dio può perdonare i peccati. La persona che accettava di farsi battezzare manifestava pubblicamente la sua decisione di seguire la Parola di Dio e di cambiare vita.

Per quale ragione, allora, Cristo si sottopone al battesimo dal momento che Egli, in quanto perfetto Dio e perfetto Uomo, non necessita di conversione?. In effetti, la Sua decisione suscita sconcerto in Giovanni: Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu viene a me?. Egli riconosce la superiorità e la grandezza di Gesù e proclama che è Lui la Luce, mentre il Battista ne è solo il riflesso che ha la missione di preparare i cuori a ricevere la Grazia che salva. 

Cristo risponde all’obiezione di Giovanni in maniera enigmatica: “Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia”. Con queste parole - le prime che Gesù pronuncia -  il Signore  dichiara che quanto sta accadendo non è una sua iniziativa, ma corrisponde alla volontà di Dio, che lo ha inviato sanare e  a beneficare l’umanità “che stava sotto il potere del diavolo” (Atti,10.38)

L’evangelista Matteo sottolinea che “appena battezzato” si aprirono i cieli e il Padre, presenta Gesù con queste parole: Questi è il figlio mio, il Diletto. Dio non si rivolge a Gesù, ma agli uomini e dichiara che colui che sta al fianco dei peccatori è il Suo Figlio prediletto che bisogna ascoltare perché chi ascolta Lui ascolta il Padre.

Celebrando il Battesimo del Signore, noi contempliamo, in germe, l’opera della nostra salvezza, che raggiunge la vita delle persone attraverso il sacramento del Battesimo, istituito da Gesù stesso. Per mezzo di questo sacramento Egli non solo ci libera dal peccato, ma ci fa entrare in una situazione sorprendentemente nuova, che san Paolo descrive con l’espressione di “figli adottivi” di Dio. In quanto tali diventiamo anche coeredi della vita eterna. Il Battesimo, dunque, celebra l’inizio di questa nostra parentela con Dio. Siamo figli di Dio e lo siamo realmente, dice san Giovanni. Cristo è venuto nel mondo proprio per realizzare questo disegno del Padre su di noi.

La Chiesa con il Battesimo di Gesù vuole aiutarci a mantenere presente nel cuore questo disegno di bene per la nostra vita, a non dimenticare che c’è un destino di gloria che ci attende. Non siamo nel mondo per caso, ma ognuno è amato da Dio, amato come è amato un figlio, un  figlio di Dio! Anche per noi, infatti, nel giorno del nostro Battesimo si è aperta la porta del cielo e Dio ci ha detto: Tu sei mio figlio Diletto.

Concludiamo la nostra riflessione con le parole di un grande Papa, San Leone Magno: Con il sacramento del Battesimo sei divenuto tempio dello Spirito Santo, perciò non devi mai scacciare da te un ospite così grande con le tue azioni cattive, né sottometterti di nuovo alla schiavitù del demonio, perché prezzo del tuo riscatto è il sangue di Cristo (Omelia, XXI, 3)  

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