Siamo i figli di un cielo che si è aperto per amore. Battesimo del Signore

Il commento al Vangelo domenicale di S.E. Monsignor Francesco Cavina

Il Battesimo di Gesù
Foto: pubblico dominio
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La Chiesa in questa domenica celebra il Battesimo di Gesù. E’ importante fare una precisazione: Gesù non conosce il peccato e, pertanto, non ha bisogno di conversione, ma accetta di sottoporsi al rito per testimoniare la sua piena solidarietà con l’umanità, che è venuto a salvare. Durante il battesimo Dio stesso rivela al mondo la vera identità di Gesù e l’unicità del suo rapporto con Lui. Il Padre, infatti, presenta Cristo con queste parole: Tu sei il mio figlio prediletto: in te mi sono compiaciuto.

Nell’avvenimento del battesimo di Gesù sono contenuti i caratteri del battesimo cristiano. Anche per noi, il giorno in cui siamo stati portati al fonte battesimale, il cielo si è aperto e Dio ci ha adottati come suoi figli diletti. Se siamo figli di Dio siamo anche suoi eredi e l’eredità di Dio è il dono della vita eterna. Questa consapevolezza ha portato l’apostolo san Giovanni a testimoniare: Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente (1Gv 3.1). Con il  sacramento del Battesimo, l’uomo che accoglie Cristo diventa veramente figlio amato e prediletto di Dio e in quanto tale entra a fare parte della grande famiglia di Dio. Scrivono i santi dei primi tempi della Chiesa: O cristiano, quando riconoscerai la tua grandezza e la tua dignità?... Quando proclamerai, per mezzo delle tue opere, che sei di discendenza divina?... Quando vivrai da degno discepolo di Cristo?

Questa verità è messa in grande rilievo dalla preghiera con la quale il Vescovo, il Sabato santo nella grande veglia pasquale, benedice l’acqua che servirà per il sacramento del battesimo: Infondi in quest’acqua, per opera dello Spirito Santo, la grazia del tuo unico Figlio, perché con il sacramento del Battesimo l’uomo, fatto a tua immagine, sia lavato dalla macchia del peccato, e dall’acqua e dallo Spirito Santo rinasca come nuova creatura.

Raccontano i vangeli che al battesimo di Cristo si aprì il cielo. Finalmente si realizza il grande desiderio dei profeti: Se tu squarciassi i cieli e scendessi (Is 63.19). Noi siamo i figli di un cielo che si è aperto per amore e che più nessuno potrà chiudere. Se questo è il miracolo che accade nel giorno del battesimo il primo sentimento che dovrebbe nascere in noi è quello della gratitudine per il dono immenso ricevuto. Abbiamo un Padre che ci ama, abbiamo una speranza che sostiene la nostra vita, abbiamo un porto sicuro verso il quale siamo incamminati, la vita eterna.

Inoltre, noi dobbiamo dilatare la nostra anima  in una grande confidenza. Nelle nostre relazioni col Dio, soprattutto nella preghiera, noi abbiamo il diritto di presentarci davanti a Lui e dirgli: “Io sono tuo figlio!”. E quindi sollecitare da lui, con fiducia assoluta, tutto ciò di cui abbiamo bisogno, soprattutto per la nostra crescita spirituale e morale.

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