Sinodo, in attesa della visita del Papa in Corea del Nord il saluto dei vescovi cinesi

Il briefing sul Sinodo dell' 11 ottobre 2018
Foto: aa
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Interventi liberi, e soprattutto arrivano gli italiani. Al Sinodo sono intervenuti Forte, De Donatis, Ciopolla, Zuppi, Fisichella che ha proposto un vero pellegrinaggio per i Padri, e il cardinale Baldisseri ha approvato, si farà forse alla tomba di Pietro.

La notizia di oggi è che i cinesi hanno annunciato che lunedì torneranno nelle loro diocesi a causa di impegni già presi. In effetti i due vescovi hanno ricevuto l’invito ufficiale solo dopo che il Papa ha tolto la scomunica a alcuni di loro. Uno dei due presenti al Sinodo è uno di loro e non poteva essere quindi invitato prima.

“Ero tanto contento perché i Papi chiedevano alla chiesa coreani di evangelizzare la Cina ma non era facile ora è stato e partecipare al Sinodo è stato bello”. Un rapporto iniziato con dei semplici gesti di accoglienza “un vescovo, un fratello da amare, mi hanno trattato come un fratello maggiore. Ho scritto il mio nome in cinese e ci siamo scambiati gli indirizzi”

Ma anche dei regali e dei libri come quello di Bruno Forte sugli esercizi predicati a Giovanni Paolo II. Don bruno Forte si ricorda bene di uno di loro al quale ha procurato una borsa di studio per la università di Napoli. E ora al Sinodo il vescovo cinese lo ha ringraziato.

Sull’invito al Papa per un visita in Corea del Nord il vescovo Lazzaro You Heung-sik  ha ricordato come la situazione sia cambiata tra nord e sud dopo i Giochi olimpici e dopo il 27 aprile. Un successo grande. “Piangevo e ridevo” ha detto e poi con Trump. “Credo che il nord è pronto ad aprire il paese e fare un paese nuovo rinunciando alle armi nucleari”. E grazie al suggerimento del presidente del Sud.

C’e da attendere, dice il vescovo, cosa succede il 18. “ Ci sono però ancora tanti passi da fare e tante cose devono cambiare sopratutto la libertà religiosa. Se il Papa va fa un passo gigantesco e qualitativo se il Nord entra nel mondo internazionale”.

Il vescovo di Milano, il cardinale Delpini, ha chiarito che il discernimento non si fa da soli, maaccompagnati. Serve allora una comunità, e i vescovi italiani si sono lamentati della vita delle parrocchie, sempre meno attive e più vuote .

Molto diversa la situazione in continenti come Asia e Africa dove invece è proprio nelle parrocchie che i ragazzi trovano il loro spazio.

Un vescovo polacco e uno italiano hanno voluto mettere al centro un tema particolare, l’attenzione ai sacerdoti disabili.

A proposito di Sacramenti il vescovo ausiliare di Genova ha confermato che l’accompagnamento migliore i giovani e tutti possono averlo grazie alla confessione sacramentale che va quindi preparata e resa davvero parte della vita.

Intanto si lavora sul documento che sarà poi dato al Papa e che forse sarà firmato dal Pontefici durante la GMG di Panama.

Un tema, quello della sessualità, è tornato spesso in aula, ma un padre lo ha affrontato parlando del valore della castità, e del magistero in proposito di Giovanni Paolo II che va reso attuale.

L’arcivescovo Forte durante l’incontro con i giornalisti ha ricordato i temi più ripresi nel dibattito sinodale: come far innamorare i giovani del loro futuro. E del resto dalla esperienza diocesana Forte ha detto che i giovani sono pronti a mettersi in gioco se trovano persone che si mettano in gioco.

Il vescovo coreano Lazzaro You Heung-sik, ha detto che essere al Sinodo indica la universalità della Chiesa ed è un modo per mettersi allo specchio e chiedere cosa posso fare di più per i giovani. Percival Holt, uditore indiano, ha raccontato la sua esperienza di condivisione.

  

 

 

 

 

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