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Solidarietà con la Siria, da Cracovia gli aiuti ai bambini siriani

Una raccolta di un milione di zlotych (circa 250 mila euro) per Aiuto alla Chiesa che Soffre

Il momento della consegna dell'assegno  |  | ACS Il momento della consegna dell'assegno | | ACS

Papa Francesco, in molteplici occasioni, ha parlato del dramma della Siria sollecitando gli aiuti al popolo siriano. L’ultima vota l’ha fatto durante l’Angelus del 8 marzo trasmesso dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico.

In quella occasione ha salutato “le Associazioni e i gruppi che si impegnano in solidarietà con il popolo siriano e specialmente con gli abitanti della città di Idlib e del nord-ovest della Siria costretti a fuggire dai recenti sviluppi della guerra”.

Il Papa ha espresso la sua grande apprensione e dolore per “questa situazione disumana di queste persone inermi, tra cui tanti bambini, che stanno rischiando la vita”, aggiungendo che “non si deve distogliere lo sguardo di fronte a questa crisi umanitaria, ma darle priorità rispetto ad ogni altro interesse”.

E proprio alla vigilia dell’appello del Pontefice l’arcivescovo di Cracovia, mons. Marek Jędraszewski, ha consegnato a padre Waldemar Cisło, direttore della sezione polacca della Fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre un assegno simbolico di un milione di zlotych (circa 250 mila euro) che si occupa in modo particolare di prestare aiuto alla popolazione siriana.

Nel dicembre scorso mons. Jędraszewski ha compiuto un viaggio in Siria visitando Damasco, Homs e Malula. Di ritorno si è rivolto ai fedeli dell’Arcidiocesi per chiedere l’aiuto economico per i siriani, particolarmente ai bambini, sottolineando che i più piccoli sono colpiti da una grande povertà, vivono nelle case non riscaldate, alcuni sono malnutriti e hanno bisogno di tutto. “È un grande desiderio del mio cuore – scriveva mons. Jędraszewski - che diamo la speranza soprattutto a un gruppo di circa seicento orfani che sono sotto la cura dell'arcivescovo Jean-Abdo Arbach, vescovo greco-cattolico melchita di Homs, la terza città più grande della Siria”. La gente ha risposto con grande generosità a questo appello e nel periodo natalizio è stata raccolta un’importante somma di un milione di zloty.

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P. Cisło, ricevendo l'assegno, ha definito l'arcidiocesi di Cracovia la "diocesi della misericordia": “Cracovia ha un grande potenziale di misericordia! Grazie mille per quello!” Ha spiegato anche che i fondi raccolti saranno destinati al mantenimento di due orfanotrofi a Homs: “I 600 bambini saranno ospitati negli orfanotrofi e riceveranno cure psicologiche e mediche, tenendo conto che hanno visto e subito le terrificanti atrocità della guerra”. Nel suo discorso il capo dell’ACS in Polonia ha citato le parole del vicario apostolico dell’Anatolia, mons. Paolo Bizzeti: "La tragedia in Siria è inimmaginabile. Sono molto rattristato quando vedo la mancanza d’interesse dei media e dei politici per il destino di centinaia di migliaia di persone che sono ancora costrette a vivere all'aria aperta in inverno, provocando la morte di molti bambini, anziani e malati. È un massacro causato dal fatto che i grandi di questo mondo stanno facendo un gioco sporco in Siria per il dominio su questa regione, con tutti gli interessi correlati, come il commercio di armi. La situazione in Siria ha una dimensione simbolica e mostra anche la debolezza dell'Europa”.

P. Cisło ha informato che la campagna d’aiuto continua: durante il periodo quaresimale è stata lanciata la campagna "Pane per la Siria": si dona chiamando un numero telefonico. Ha annunciato anche una “novità caritativa”: i bancomat, già installate alla stazione ferroviaria di Varsavia e prossimamente anche alla stazione di Cracovia, dove si possono dare delle offerte.