Stazioni quaresimali, A san Vitale per ascoltare l'organo dei fratelli Schimmicci

Una chiesa finita sotto il livello stradale di oggi

L'interno di San Vitale
Foto: Wikipedia
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La liturgia stazionale ci porta nel nostro pellegrinaggio virtuale a San Vitale in Fovea.

A vederla ora sembra quasi una chiesa sotterranea. San Vitale è molto al di sotto del piano stradale, ma una volta Roma era lì. Leggiamo ancora alcuni versi del Salmo 50 delle liturgia

Insegnerò agli erranti le tue vie

e i peccatori a te ritorneranno.

Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza,

la mia lingua esalterà la tua giustizia.

 Signore, apri le mie labbra

e la mia bocca proclami la tua lode

Una tradizione racconta che chiesa sia stata costruita con la vendita dei gioielli donati dalla matrona Vestina il primo nome del “Titolo” in onore dei Ss. Martiri Gervasio e Protasio, di cui S. Ambrogio aveva trovato i resti a Milano suscitando tanta devozione anche a Roma.  

In ricordo di questo dono S. Gregorio Magno nella “Litania settiforme” da lui istituita, volle che la processione delle vedove partisse proprio da questo luogo. Nel frattempo, oltre al nome di Vestina, di Gervasio e Protasio, aveva anche quello di Vitale, probabilmente per gli “apparentamenti”, che tanto spesso operavano le tarde leggendarie “Passiones”. La sosta stazionale ricorda i martiri.

Molti i rifacimenti nei secoli di questo piccolo gioiello a via Nazionale, Sisto IV, nel 1475, tagliò le due navate laterali riducendola a navata unica.

Anche se un po’ nascosto dal livello ricorda in qualche modo il  martirio del titolare San Vitale, che nell’anno 662 venne calato in un pozzo e poi lapidato. Da ricordare sopra l'ingresso la cantoria sorretta da due colonne corinzie che accoglie un organo a canne costruito nel 1931 dai Fratelli Schimicci. Lo strumento è a due manuali e pedaliera ed è a trasmissione pneumatico-tubolare. 

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