Terzo settore, terremotati, elezioni europee. Il punto del Cardinale Bassetti

Il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Proseguono in Vaticano i lavori della 73/ma Assemblea Generale della Cei, aperta ieri con l'intervento di Papa Francesco. Stamane ha preso la parola per la prolusione iniziale il Cardinale Presidente Gualtiero Bassetti.

"Torniamo a riunirci con disponibilità - ha esordito il presule richiamandosi alle parole del Papa - sapendo che ciascuno ha qualcosa da imparare dall’altro. La sinodalità non è un evento da celebrare, ma uno stile da lasciar trasparire nel linguaggio, nella stima vicendevole, nella gratitudine, nella cura delle relazioni: tra noi e con il Popolo di Dio, a partire dai nostri presbiteri".

"La finalità ultima del nostro andare - ha proseguito l'Arcivescovo di Perugia - rimane l’annuncio della paternità misericordiosa di Dio, che ci è rivelata in Cristo Gesù, perché ciascuno possa trovare in Lui il significato ultimo e unificante della vita".

Il Cardinale Bassetti elenca poi tre punti qualificanti della sua prolusione. In prims "una crescente preoccupazione per la situazione che si è venuta a creare con la riforma del Terzo settore. Al fondo restano ancora antichi pregiudizi per le attività sociali svolte dal mondo cattolico. Si tratta di un mondo di valori e progetti realizzati, di assistenza sociale, di servizi socio-sanitari, di spazi educativi e formativi, di volontariato e impegno civile. In una società libera e plurale questo spazio dovrebbe essere favorito e agevolato in ogni modo. Per questo non si può che rimanere sconcertati vedendo che al Paese intero si manda un segnale di segno opposto, intervenendo senza giustificazione alcuna per raddoppiare la tassazione sugli enti che svolgono attività non commerciali. Al Governo chiediamo non sconti fiscali o privilegi, ma regole idonee e certe".

Il secondo punto riguarda la situazione dei terremotati dell'Italia Centrale. Il Cardinale chiede al governo maggiore impegno nella ricostruzione. "È decisivo che le ordinanze siano rese operative, che le procedure concordate per la ricostruzione trovino attuazione, che i fondi stanziati si traducano in interventi concreti".

Infine l'Unione Europea. "E' vero - ha ammesso il Presidente della Cei - che oggi l’Europa è sentita come distante e autoreferenziale, fino al punto da far parlare di una decomposizione della famiglia comunitaria: il problema non è innanzitutto l’Europa, bensì l’Italia, nella nostra fatica a vivere la nazione come comunità politica". Come italiani possiamo offrire accoglienza, umanità, cultura ma "attenzione, però: non si vive di ricordi, di richiami a tradizioni e simboli religiosi o di forme di comportamento esteriori! Il nostro è un patrimonio che va rivitalizzato, anche per consentirci di portare più Italia in Europa. Dobbiamo essere fino in fondo italiani – convinti, generosi, solidali, rispettosi delle norme – perché anche l’Europa sia un po’ più italiana. Dobbiamo essere fieri di un Cristianesimo che ha disegnato il Continente con il suo contributo di spiritualità e cultura, di arte e dottrina sociale. Di umanesimo concreto. Come italiani dovremmo essere il volto migliore dell’Europa per dare più fierezza ai nostri giovani, ai nostri emigrati e a quanti sbarcano sulle nostre coste, perché siamo il loro primo approdo".

Dal Cardinale Bassetti anche un appello ad andare a votare alle prossime elezioni europee: "non ci è dato di disertare".

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