Turkson: "Laudato si'" strumento di "dialogo", inciderà su "politiche ambientali mondiali"

La presentazione di "Laudato Si'" del Cardinale Turkson
Foto: Marco Mancini/Aci group
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“L’umanità, nel suo rapporto con l’ambiente, si trova di fronte a sfide cruciali, che richiedono anche l’elaborazione di politiche adeguate, che peraltro figurano nell’agenda internazionale. Certamente la Laudato si’ potrà e dovrà avere un impatto su questi processi”. Sono le parole del cardinale Peter Appiah Turkson, primo “estensore” della bozza dell’Enciclica di Papa Francesco, presentata oggi in Vaticano.

Affollatissima l’Aula nuova del Sinodo, con la presenza di numerosi cardinali e vescovi, oltre che di tante personalità internazionali e della stampa. Al cardinale Turkson il compito di tratteggiare le grandi linee di “Laudato sì”, che si pongono soprattutto in una logica di “dialogo su questioni relative all’ambiente”; questo è “necessario”, soprattutto quando “è difficile raggiungere un consenso”. Perché la Chiesa “non entra nelle questioni scientifiche o si sostituisce alla politica”, piuttosto invita ad un “dibattito trasparente”: non cedere alle ideologie, l’invito del Papa, ma orientarsi alla costruzione del Bene comune.

Secondo Turkson “il Papa incoraggia azioni positive, buone pratiche, piccoli gesti individuali e comunitari che testimoniano una conversioni ambientale”. Che poi è un “cambio di rotta”, in cui “singoli cittadini, ma anche associazioni e società civile possono fare molto”. E’ questo è parte di quell’”impegno universale per una Conversione ecologica”, ha spiegato Turkson: “Le responsabilità sono di tutti, nelle relazioni tra Paesi del nord e quelli del Sud”, come “all’interno dei Paesi in via di sviluppo”.

“L’Enciclica Laudato si’- sulla cura della casa comune – ha detto poi il Presidente di Giustizia e Pace -, si pone fin dall’inizio in dialogo con tutte le persone, le organizzazioni e le istituzioni che condividono questa stessa preoccupazione”. Tante le “prospettive” che non si devono trattare singolarmente, perché “la situazione mondiale ci fa scoprire sempre più intrecciate tra loro e complementari: le ricchezze della fede e della tradizione spirituale, la serietà del lavoro di ricerca scientifica, l’impegno concreto, a vari livelli, per uno sviluppo equo e sostenibile”.

“Questo tipo di dialogo – spiega Turkson - è stato presente anche nel metodo di redazione che il Santo Padre ha voluto per la redazione dell’Enciclica. Ha fatto affidamento su un’ampia serie di contributi. Alcuni, in particolare quelli di molte Conferenze episcopali di tutti i continenti, sono indicati nelle note”.

Turkson ha passato in rassegna tutti i capitoli dell’Encilcica, spiegando che il “Poverello d’Assisi” è certamente la prima fonte di ispirazione; ma “il riferimento a san Francesco indica anche l’atteggiamento su cui si fonda tutta l’Enciclica, quello della contemplazione orante”

Sul piano operativo, “al centro del percorso della Laudato si’, troviamo questo interrogativo: «Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che ora stanno crescendo?»”. Perché, secondo il Papa, “oggi la terra, nostra sorella, maltrattata e saccheggiata, si lamenta; e i suoi gemiti si uniscono a quelli di tutti i poveri e di tutti gli «scartati» del mondo”.

E “Papa Francesco invita ad ascoltarli, sollecitando tutti e ciascuno – singoli, famiglie, collettività locali, nazioni e comunità internazionale – a una “conversione ecologica”, secondo l’espressione di san Giovanni Paolo II, cioè a “cambiare rotta”, assumendo la responsabilità e la bellezza di un impegno per la “cura della casa comune””. Ma “allo stesso tempo Papa Francesco riconosce che nel mondo si va diffondendo la sensibilità per l’ambiente e la preoccupazione per i danni che esso sta subendo”.
E, spiega ancora Turkson, “proprio nella chiave del cammino di conversione e di speranza in un futuro rinnovato, Papa Francesco mette al centro dell’Enciclica il concetto di ecologia integrale, come paradigma in grado di articolare le relazioni fondamentali della persona con Dio, con se stessa, con gli altri esseri umani, con il creato”.

Nell’introdurre l’incontro di oggi, Padre Federico Lombardi ha rivelato che “per volere del Papa”, la “Laudato si’” è stata proposta “in un modo nuovo rispetto alla pubblicazione di altre encicliche”: una modalità “molto importante per la Chiesa”, lo ha definito il direttore della Sala Stampa della Santa Sede.
“Da circa un mese il Papa ha iniziato a preparare la promulgazione dell’enciclica insieme ai vescovi di tutto il mondo, grazie all’invio via mail di materiale”:
“L’ultimo invio - ha reso noto il portavoce vaticano - è stato il 16 giugno con il testo completo dell’enciclica a tutti gli ordinari del mondo, accompagnato da una piccola nota scritta a mano dal Papa che esprime la consegna personale dell’enciclica”.

Questo il testo della “nota personale” del Papa, scritta di suo pugno: “Vaticano, 16 giugno: ‘Caro fratello, nel vincolo di unità, carità e pace in cui viviamo come vescovi, ti invio la lettera enciclica ‘Laudato si’ sulla cura della casa comune’, accompagnata dalla mia benedizione. Uniti nel Signore. E per favore non dimenticarti di pregare per me’”.

Sempre a margine dell’incontro Lombardi ha confessato: “Ho visto pubblicare molti documenti, ma raramente, o forse mai, ho sentito un attesa così ampia, intensa e prolungata per un singolo documento di un Papa”. La nuova enciclica è “un documento ampio, lungamente riflettuto e elaborato dal Papa personalmente, ma non in solitudine, con la collaborazione e il consiglio di altre persone”.

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