"Un caffè buono come il Vangelo". Ecco l'iniziativa dei Frati Carmelitani Scalzi

"Un caffè buono come il Vangelo" , l’iniziativa dei Carmelitani Scalzi che nasce il 9 marzo 2020 in seguito al lockdown nazionale

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Foto: Frati Carmelitani Scalzi
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C’è chi prende il caffè per tenersi sveglio, per fare una pausa, come digestivo dopo un buon pranzo. A casa, al bar, sul luogo di lavoro: un caffè è semplicemente "un pretesto per stare insieme". Ed è questo il nobile intento dei Frati Carmelitani Scalzi di S. Anna a Genova. Da un anno, ogni mattina, un gruppo sempre più grande di amici riceve, direttamente a casa propria, una "piccola tazzina di caffè caldo" e che si beve in cinque minuti. "Un caffè buono come il Vangelo" che viene inviato tramite Whatspp o Telegram a più di 3.780 persone sparse in Italia e nel mondo. ACI Stampa ne ha parlato con Padre Lorenzo Galbiati, ideatore del "Caffè Carmelitano".

"Un caffè buono come il Vangelo". Come e dove è nata l'iniziativa il "Caffè Carmelitano"?

L’iniziativa nasce il 9 marzo 2020 in seguito al lockdown nazionale che tocca anche le celebrazioni con concorso di popolo. La sera dell’ 8 marzo mi arriva un messaggio sul cellulare da parte di una mamma che mi chiede: “fra Lollo (questo è il mio soprannome) inventati qualcosa perché non possiamo rimanere senza messa per così tanto tempo”. L’indomani mattina, mentre sorseggiavo il caffè prima di iniziare la preghiera, mi è venuta in mente questa idea.

Chi è che prepara il "Caffè carmelitano" ogni mattina? A cosa vi ispirate oltre che al Vangelo odierno?

Il Caffè carmelitano, che è un un audio Whatsapp di breve durata, massimo 5 minuti, in cui viene letto il Vangelo del giorno e fatto un commento, viene preparato da noi Frati Carmelitani Scalzi della Provincia Ligure; la “squadra” è composta da 25 religiosi di conventi diversi (Genova, Arenzano, Loano, Bocca di Magra, Deserto di Varazze, e anche dalla Repubblica Centrafricana). Oltre al Vangelo, ognuno di noi, attinge al momento più importante della nostra giornata che è l’orazione mentale, preghiera silenziosa ma che facciamo comunitariamente; è un colloquio di amicizia con il Signore (S. Teresa d’Avila). Il caffè nasce proprio da questi momenti di intimità con Dio: Lui ci parla al cuore e, noi, strumenti umili nelle Sue mani, “prestiamo” la voce per raggiungere le persone.

Che cosa bisogna fare per ricevere il "Caffè Carmelitano"?

Per ricevere il caffè è sufficiente inviare un messaggio whatsapp al numero +39 351 9342011 o aggiungersi al canale telegram del caffè carmelitano. La ricezione è gratuita.

Ci sono altre iniziative dei Carmelitani Scalzi per la pandemia?

Durante questo anno abbiamo realizzato insieme ai confratelli del Santuario di Gesù Bambino in Arenzano la tradizionale “giornata dei Ragazzi” in modalità online (curata da p. Andrea Frizzarin, direttore dell’Ufficio Vocazionale de Seminario) con giochi e momenti di preghiera, la “giornata missionaria smart” organizzata da P. Davide Sollami, Procuratore delle nostre missioni, che ha lo scopo di sensibilizzare le persone, appunto, alle nostre missioni in Repubblica Centrafricana dove siamo presenti da 70 anni ma anche altre iniziative interessanti che si possono facilmente scoprire sul nostro sito
www.carmeloligure.com Tutte le iniziative che promuoviamo hanno un unico scopo: trasmettere a tutti la gioia di aver donato la vita al Signore e, chissà, suscitare questo stesso desiderio nel cuore di altri giovani.

Come si può stare davvero vicini alla gente in questo duro tempo di distanziamento sociale?

Il primo e autentico modo è sicuramente la preghiera che annulla ogni distanza senza pericoli di contagio. Tantissime persone si sono rivolte a noi per affidare a Dio le loro famiglie o i loro cari che hanno perso la vita a causa del virus. E poi un altro modo è certamente “l’esserci”: le persone sanno che per qualsiasi necessità (anche per una semplice parola o un sorriso) noi ci siamo. In questo ci è di esempio Papa Francesco. Stare in mezzo alla gente (con i distanziamenti dovuti) portando loro il profumo di Cristo!

L'antico carisma carmelitano deve stare al passo con i tempi. Come riuscite in tutto questo?

Un rischio in cui forse oggi cadiamo è quello di pensare alla Parola di Dio come qualcosa da aggiornare perché il mondo va avanti, si evolve. Il Carmelo, credo, abbia questa bella notizia da dare alle persone: è la nostra vita a doversi aggiornare alla Parola di Dio che è viva, eterna e dunque ha sempre qualcosa da dire alla nostra quotidianità. Oggi sono nuovi i mezzi o gli strumenti di comunicazione ma l’esperienza che vogliamo comunicare e annunciare è sempre la stessa: l’amicizia con Cristo che riempie il cuore e l’esistenza!

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