Un miracolo sotto i nostri occhi. Corpus Domini

Il commento al Vangelo domenicale di S.E. Monsignor Francesco Cavina

Il Santissimo Sacramento
Foto: Jan Bentz
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La solennità del “Corpus Domini” ravviva nella Chiesa la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucarestia, dove il pane e il vino si trasformano nel Corpo e nel Sangue del Signore. Il cambiamento del pane nel Corpo e del vino nel Sangue di Cristo è una conversione “mirabile e singolare” che fonda l’incrollabile certezza della sua verità sulle parole di Gesù nell’Ultima Cena - “Questo è il mio corpo”; “Questo è il calice del mio sangue”- e sull’azione potente del suo Spirito.

Possiamo, quindi, affermare che durante ogni consacrazione eucaristica accade sotto i nostri occhi un miracolo, cioè un intervento di Dio nella storia. Ci sono miracoli nei quali traspare con chiarezza la presenza di Dio e la sua gloria, pensiamo ai segni operati da Gesù o ai miracoli compiuti dai santi o a quelli che si verificano a Lourdes ed in altri santuari.

Ma ci sono anche miracoli che avvengono senza clamore, senza manifestazioni esterne e che sfuggono, quindi, a qualsiasi percezione esterna, quali, ad esempio, l’inabitazione della Santissima Trinità nell’anima del battezzato, il dono della grazia, il perdono dei peccati. Si tratta di miracoli che, come l’Eucarestia, pur non essendo appariscenti, sono reali e hanno un valore immenso e producono effetti impensabili nelle persone.

Il culto dell’Eucarestia -  che si esprime attraverso manifestazioni esterne quali le processioni, l’adorazione, le visite al SS. Sacramento - costituisce una professione orante della divinità di Cristo, rende testimonianza del valore del suo sacrificio redentivo, dell’amore con cui, silenziosamente ma potentemente, accompagna la Chiesa nel suo cammino e nelle sue difficoltà. Inoltre, noi abbiamo la possibilità di godere della compagnia di Gesù e di intessere con Lui dialoghi intimi e confidenti, che rimangono sconosciuti agli uomini, ma conosciuti a Dio.

Se questo culto eucaristico dovesse intiepidirsi o peggio ancora venisse contestato o screditato, la conseguenza sarebbe un impoverimento preoccupante della vita cristiana.

San Tommaso d’Aquino che ha composto i testi della Messa di oggi scrive: “Ora Gesù, ti guardo nascosto sotto i veli; estingui, ti prego, la mia immensa sete: fa’ che io contempli il tuo volto apertamente, per essere beato nella visione della tua gloria”. La fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucarestia è già un inizio di questo sguardo sul Signore, un incontro reale con Lui sul filo del tempo, in attesa di diventare un’eterna visione beatifica.

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