Un nuovo vescovo per Guam. E uno per l'India direttamente dalla Curia

Michael Byrnes, vescovo ausiliare di Detroit, nominato coadiutore di Agana in Guam
Foto: Arcidiocesi di Detroit
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Viene da Detroit il nuovo vescovo di Agana, in Guam. Il Vescovo Byrnes, finora ausiliare di Detroit, è stato nominato vescovo coadiutore di Agana con poteri speciali. E la sua nomina è il risultato del lavoro dell’arcivescovo Savio Hon Fai-Tai, segretario della Congregazione dell’Evangelizzazione dei Popoli, nominato lo scorso 6 giugno da Papa Francesco amministratore “sede plena” dell’arcidiocesi di Agana.

La ragione della nomina risiedeva nelle accuse di abusi che erano state mosse contro l’arcivescovo di Guam Anthony Apuron, 70 anni. Il diacono Steve Martinez aveva dichiarato che l’arcivescovo si era protetto e aveva intenzionalmente avuto una debole politica della diocesi per affrontare il problema degli abusi.

L’arcivescovo Apuron si era difeso, aveva persino pensato di istituire una causa civile contro quelli che lanciavano accuse infamanti contro di lui, era venuto a Roma e lo aveva fatto sapere con un video. Nel frattempo, l’arcivescovo Hon continuava il suo lavoro. E lo scorso settembre aveva chiesto la rimozione dell’arcivescovo Apuron. Una richiesta che aveva letto pubblicamente, sottolineando che la questione dei presunti abusi sarebbe continuata con un processo canonico.

Il terremoto morale che ha scosso la Chiesa di Guam – si tratta di un territorio insulare degli Stati Uniti nel Pacifico Nord Ovest - ora dovrebbe ricomporsi con la nomina del vescovo Byrnes, ausiliare di Detroit dal 2011.

La notizia della nomina del vescovo Byrnes ad arcivescovo di Agana con poteri speciali si è accompagnata, il 31 ottobre, con la notizia della nomina di monsignor Joseph Kalathiparambil, Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, ad arcivescovo di Verapoly.

Il numero 2 dei Migranti torna così nella sua diocesi di origine, sostituendo l’arcivescovo Francis Kallarakal, che ha superato da qualche mese i 75 anni della pensione. E tornando lascia una casella libera in quello che si sta trasformando nel Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale. Un dicastero che accorperà i Pontifici Consigli della Giustizia e della Pace, dei Migranti, della Pastorale Sanitaria, di Cor Unum. In questi giorni, molte riunioni sono state fatte per definire la forma che prenderà il nuovo dicastero, che dovrebbe anche tagliare un buon numero di presuli per avere una struttura più snella.

Alla riforma della Curia, però, Papa Francesco affianca la riforma del profilo dei vescovi. Un cambio di mentalità che si può leggere anche nelle nomine dei nuovi membri della Congregazione del Culto Divino, rese note la scorsa settimana. I nuovi membri sostituiscono i membri precedenti. Oltre il Cardinale Robert Sarah, ora prefetto del Dicastero, sono stati sostituiti i Cardinali George Pell, Malcolm Ranjith, Angelo Bagnasco, Marc Ouellet, Angelo Scola, Raymond Leo Burke.

Tra i nuovi membri ci sono il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, il Cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione del Clero, il Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura. E poi, il Cardinale John Dew, arcivescovo di Wellington (Nuova Zelanda), e l’arcivescovo Piero Marini, presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici, ma soprattutto per venti anni Maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie. Degna di nota anche la scelta dell’arcivescovo Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, che ha servito per due anni come segretario della stessa Congregazione per il Culto Divino.

Altri cardinali che entrano a far parte del dicastero sono: Rainer Maria Woelki, arcivescovo di Colonia (Germania), John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja (Nigeria), Gérald Cyprien Lacroix, arcivescovo di Québec (Canada), Philippe Nakellentuba Ouédraogo, arcivescovo di Ouagadougou (Burkina Faso), Ricardo Blázquez Pérez, arcivescovo di Valladolid (Spagna), Arlindo Gomes Furtado, vescovo di Santiago de Cabo Verde (Capo Verde).

Il Papa ha nominato anche membri del Culto Divino Dominic Jala, arcivescovo di Shillong (India); Denis James Hart, arcivescovo di Melbourne (Australia); Bernard-Nicolas Aubertin, arcivescovo di Tours (Francia); Romulo G. Valles, arcivescovo di Davao (Filippine); Lorenzo Voltolini Esti, arcivescovo di Portoviejo (Ecuador); Arthur Joseph Serratelli, vescovo di Paterson (Usa); Alan Stephen Hopes, vescovo di East Anglia (Gran Bretagna); Claudio Maniago, vescovo di Castellaneta (Italia); Bernt Ivar Eidsvig, vescovo di Oslo (Norvegia); Miguel Ángel D’Annibale, vescovo di Rio Gallegos (Argentina); José Manuel Garcia Cordeiro, vescovo di Braganca-Miranda (Portogallo); Charles Morerod, vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo (Svizzera).

E infine, Jean-Pierre Kwambamba Masi, vescovo ausiliare di Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), Benny Mario Travas, vescovo di Multan (Pakistan) e John Bosco Chang Shin-Ho, vescovo ausiliare di Daegu (Corea). 

 Secondo la Pastor Bonus, ovvero la Costituzione apostolica che regola il funzionamento e le competenze della Curia e che è in via di riforma, i dei dicasteri “sono presi tra i Cardinali dimoranti sia nell'Urbe che fuori di essa, ai quali si aggiungono, in quanto particolarmente esperti nelle cose di cui si tratta, alcuni Vescovi, soprattutto diocesani, nonché, secondo la natura del dicastero, alcuni chierici ed altri fedeli, ma fermo restando che gli affari, i quali richiedono l'esercizio della potestà di governo, devono essere riservati a coloro che sono insigniti dell'ordine sacro”.

I membri dei dicasteri hanno un peso consultivo importante. Si legge nella Pastor Bonus che “per le questioni aventi carattere di principio generale o per altre che il prefetto o il presidente abbia ritenuto necessario che siano trattate in questo modo, tutti i membri devono essere convocati tempestivamente per le sessioni plenarie, da celebrare, per quanto è possibile, una volta all'anno. Per le sessioni ordinarie, però, è sufficiente la convocazione dei membri che si trovano nell'Urbe”.

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