Una immagine mariana e quel filo rosso tra Sestri Ponente e la Bulgaria

C’è una icona di Maria Madre del Buon Consiglio che si trova nella chiesa di San Giovanni Battista a Sestri Ponente, in Liguria. E vi è arrivata dalla Bulgaria

L'immagine di Maria Madre del Buon Consiglio nella chiesa di San Giovanni Battista a Sestri Ponente
Foto: cosebulgare.blogspot.com
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C’è una icona mariana. C’è un vescovo missionario. C’è un paese difficile. La storia della immagine di Maria Madre del Buon Consiglio ha tutto per essere un romanzo La ha ripescata padre Paolo Cortesi, missionario passionista, che anni è in Bulgaria e che è anche il motore di un progetto della memoria a Belene, dove ci fu il più grande campo di concentramento per prigionieri politici di Bulgaria.

L’immagine era stata bendetta ad Oresh l’1 marzo 1760. Trecentoventi anni fa. Ma come è arrivata fino a Sestri Ponente?

In quel tempo, i missionari passionisti non erano ancora arrivati in Bulgaria. Ma il vescovo di Nicopoli era un missionario, Sebastiano Canepa (1713 – 1769). La storia dell’immagine, recuperata negli archivi, è opera del redentorista Bernardo Laviosa, ed è stata scritta nel 1809.

Ma chi era padre Canepa? Proveniente da Sestri Ponente, studente raffinato a Genova, divenne padre cappuccino, e poi dovette lasciare l’abito per via della salute cagionevole. Fu a Genova durante la guerra con gli austro-sardi, perse quasi tutta la famiglia in una epidemia, poi fu inviato nel villaggio Parodi, ospite di Francesco Barillari, officiando messa proprio nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. È la chiesa dove arriverà l’immagine. E fu lì che decise di farsi missionario, e si presentò alla Congregazione dei Battistini, che veniva fondata allora da don Domenico Francesco Olivieri con scopi missionari. Nel 1750, Benedetto XIV assegnò le missioni di Bulgaria, rimaste vacanti, al fondatore dei Battistini, e questi inviò proprio padre Canepa come primo missionario, e addirittura capo della missione di Bulgaria.

Padre Canepa portò con sé questa immagine di Maria Santissima del Buon Consiglio, che aveva appena ricevuto in dono. E questo quadro lo portò con sé in tutti i suoi viaggi in terra di Bulgaria, insieme ad una reliquia della Santa Croce, un crocifisso, il breviario, e tutto l’occorrente della Messa. E a Maria del Buon Consiglio affidò anche i popoli che avevano cominciato sacrifici animali in occasione delle feste cristiane.

Nel 1762, la Bulgaria fu colpita da una epidemia di peste, e il missionario Battista Parodi cadde malato e desiderava essere benedetto dall’immagine. Monsignor Canepa andò da lui, e padre Begliani guarì. Poi successe che padre Canepa diede una elemosina a un vecchio che non aveva mai incontrato prima, e che era arrivato a trovarlo nella quarantena, e lo benedisse proprio con quell’immagine. La peste cessò.

Sono innumerevoli gli episodi legati all’immagine, tutti raccontati nella cronaca del 1809.

Nel 1767, Canepa viene eletto vescovo di Nicopoli. Fu consacrato vescovo a Costantinopoli il 26 giugno 1768, dall’arcivescovo Giuseppe Roverani di Marcianopoli, vicario apostolico di Costantinopoli. E fu proprio a Roverani che Canepa regala l’immagine di Maria Santissima Madre del Buon Consiglio. Morì appena sette mesi e otto giorni dopo la sua consacrazione episcopale, non essendosi mai risparmiato ed avendo vissuto in totale povertà.

Seguiamo ora l’immagine: Monsignor Roverani la tiene fino al 1772, quando, prossimo alla morte per via della peste, passò il quadro a don Francesco Maria Frachia, provicario apostolico. Questi, consacrato poi vescovo, partì per Roma nel 1775, portando con sé l’immagine. Frachia poi ritornò a Costantinopoli, ponendo l’immagine nella sua cappella privata, ornata di un ricco baldacchino e di un manto broccato d’oro con cornice dorata e di cristallo.

Alla morte di Monsignor Frachia, l’immagine passa al suo successore, il vescovo Giulio Maria Dameno, che poi la cede a don Giacomo Pastore, che gliela chiede prima di partire in missione. E così, Pastore parte da Costantinopoli per l’Italia, passando da Malta e poi da Genova. Dopo 22 anni impiegati nelle missioni in Bulgaria, don Giacomo Pastore va da Genova a Lerma, nel Monferrato, e lì lascia il quadro di Maria Santissima alla sua morte.

L’immagine resta lì per alcuni anni, viene venerata come miracolosa, finché don Alberto Barillari, cugino del vescovo Canepa, la comincia a cercare. Barillari a un certo punto si ammala, e così si sposta a Lerma. Ed è lì che ritrova l’immagine, e subito la chiede in dono per la chiesa di San Giovanni Battista. Che l’immagine sia quella reale, è sicuro. Vi è una iscrizione:

Benedicta fuit a me Sebastiano Canepa

in Ecclesia dicata Nativitati Beatae Mariæ Virginis

in Orasce anno 1760, die 1 martii.

Dopo varie insistenze, l’immagine venne ceduta, e fu accolta a Sestri da una gran folla, che si recava a casa di don Alberto. Si decide di collocarla nella parrocchia

Conlude il ressoconto: Giunto finalmente il di 6 di aprile dell'anno 1805 , in cui dalla Chiesa universale si faceva commemorazione dei sette dolori di nostra Madre , ristorato l'Altare di S. Gio. Battista e ribenedetto dal Molto Reverendo D. Santo Odicini Preposito di quella Chiesa circondata dal Clero, e da una numerosa moltitudine di Divoti, fu la Sacra Immagine di Maria Santissima del Buon Consiglio collocata colà a perpetuo trono delle sue beneficenze”.

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